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Chieti, Revisori bocciano bilancio di previsione 2015

Febo: «bugie raccontate negli anni da Di Primio»

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Comune di Chieti

CHIETI. Dopo il Mef, dopo ripetuti pareri negativi, negli ultimi tre anni, da parte del precedente collegio dei revisori anche il nuovo collegio appena nominato e formato da professionisti esterni estratti a sorte dalla prefettura ha evidenziato, nel parere al bilancio di previsione 2015 appena rimesso, le stesse criticità messe in luce dal collegio che l’ha preceduto e ha concluso le proprie osservazioni con un parere sfavorevole.

 Il documento lo mostra il consigliere di minoranza Luigi Febo che esprime molte perplessità sull’operato della giunta Di Primio bis.

 Per quanto riguarda i proventi dell’acquedotto 2013-2014 e proventi delle fognature 2013-2014 gli accertamenti sono stati definiti «sovrastimati» rispetto alla bollettazione della Teateservizi srl.

Accertamenti sovrastimati anche per i proventi derivanti da canoni patrimoniali concessori non ricognitori. «nel 2013», hanno detto i vecchi revisori dei conti e confermato quelli nuovi, «sono state fatte richieste nominative di pagamento ma le stesse non risultano incassate e attualmente esiste un contenzioso».

Ci sono poi crediti «di dubbia esigibilità»: «per la Tari non risulta alcun accantonamento. La scelta è frutto della pedissequa applicazione delle regole di calcolo e, in assenza di residui per gli anni precedenti, risulta non calcolabile un accantonamento che scelta di prudenza avrebbe invece richiesto».

Inoltre sono state espresse riserve sull’attendibilità delle entrate derivanti dall’evasione tributaria e perplessità sul fatto che non figurino accantonamenti volti a salvaguardare gli equilibri futuri per perdite reiterate degli organismi partecipati.

C’è poi il punto inerente il mancato rispetto del saldo obiettivo del patto di stabilità interno (anno 2014): «sono emerse palesi discordanze tra gli impegni di spesa e gli importi fatturati dall’Aca, e sui debiti sono state formulate dal Comune diverse proposte mai formalizzate.

Secondo i revisori il debito appare comuque sottostimato negli anni 2012/2013/2014.

 «Le annualità interessate da un pesantissimo indebitamento», sottolinea Luigi Febo, «sono solo quelle in cui ha amministrato Di Primio e non quelle in cui ha Amministrato il suo predecessore Francesco Ricci. E questo per spazzare il campo dalle bugie che in questi anni questo signore è andato raccontando all’opinione pubblica e che sicuramente cercherà di riproporre nei prossimi giorni».

 Febo sottolinea che i revisori abbiano rimarcato il mancato rispetto del Patto di stabilità 2014 e per il quale l’amministrazione avrebbe dovuto inviare una nuova certificazione al MEF e da cui deriveranno ulteriori pesantissime sanzioni per la città di cui lo schema di bilancio non ha tenuto conto.

«Dalla relazione», continua Febo, «si evince con chiarezza, ma è solo la pedissequa riproposizione del parere del precedente Collegio, che risulterebbe di parecchio sottostimata la reale consistenza del disavanzo tecnico di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario dei residui. Per cui la cifra del disavanzo, da ripianare con i soldi dei cittadini di Chieti nei prossimi trenta anni, non sarebbe di 28.000.000 (ventottomilioni) di euro come scritto nella  Delibera di Giunta ma molti di più (parola di Revisore )».

 «Il quadro è completo se a tutto questo si aggiunge», chiude Febo, «l’incapacità di portare lo strumento contabile in Consiglio nei termini stabiliti dalla legge; il Segretario Generale/dirigente che prima sostiene per iscritto che i poteri sostitutivi con la nomina del Commissario non sono di sua competenza a causa di una non precisata “evoluzione normativa” e che, poi, appena scriviamo al Ministero per chiedere, come previsto dalla legge, lo scioglimento del Consiglio comunale rinsavisce e diffida tutti a casaccio nonostante siano scaduti tutti i termini imposti dalle norme del Testo unico; la fuga dei pochi dirigenti e funzionari rimasti difronte alle richieste dell’amministrazione di occuparsi dei conti».