VICENDE DA RISOLVERE

Balneazione Pescara, mercoledì le risposte di Alessandrini in Commissione

Il sindaco dovrà spiegare cosa è accaduto a fine luglio

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Balneazione Pescara, mercoledì le risposte di Alessandrini in Commissione

ABRUZZO. Faccia a faccia domani con il sindaco di Pescara Marco Alessandrini, riconvocato per le 10 a L’Aquila dal Presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo per svelare, finalmente, tutti i retroscena dell’emergenza balneazione registrata a Pescara il 28 luglio scorso.

A fronte della nuova rottura della condotta fognaria di via Raiale, si sono sversati in mare 30milioni di litri di liquami, ma il sindaco ha consapevolmente scelto di non dirlo ai cittadini.

Il sindaco Alessandrini, fra l’altro, si dovrà confrontare con i vertici dell’Arta e dell’Aca, che già lo scorso 3 settembre hanno chiaramente detto di aver sempre informato il sindaco sull’inquinamento del mare e sui divieti di balneazione, e domani ci sarà al tavolo anche l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, dopo che l’ormai ex assessore all’Ambiente Mazzocca lo ha indicato come responsabile di informare la popolazione, al pari del sindaco Alessandrini, nei casi di divieti di balneazione.

«Domani capiremo quando, perché e chi ha fatto inceppare il meccanismo della comunicazione», commenta il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri ufficializzando la convocazione domani, da parte del presidente Mauro Febbo, di una nuova seduta della Commissione regionale di Vigilanza, alla quale sono stati invitati l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, il Direttore generale e il Direttore tecnico dell’Arta, Mario Amicone e Giovanni Damiani; l’Amministratore dell’Aca Vincenzo Di Baldassarre, e il sindaco di Pescara Marco Alessandrini.

«Ripartiremo dalle verità fondamentali emerse nella precedente seduta del 3 settembre, assente il sindaco Alessandrini, il quale aveva addotto, come giustificazione, la seduta del Consiglio comunale convocato per lo stesso giorno sullo stesso tema, seduta che poi non si è svolta – ha ricordato il Capogruppo Sospiri -. Ovvero, ripartiremo dalla rottura della condotta fognaria da 60 centimetri di diametro del 28 luglio scorso che ha determinato lo sversamento in mare di 30milioni di litri di liquami e feci, per 17 ore, con l’utilizzo di 450 litri di Oxystrong per tentare di ripulire le acque. E chiederemo conto al sindaco Alessandrini di quell’ordinanza di balneazione che egli sostiene di aver firmato il primo agosto, quindi comunque ventiquattro ore dopo che l’Arta gli ha ufficializzato la non balneabilità delle acque, ma che in maniera autonoma ha scelto di non divulgare alla cittadinanza, di tenerla nascosta, senza pubblicarla sull’albo pretorio, dunque un’ordinanza nulla, per ‘non creare allarmismi nella popolazione, facendo una stima tra costi e benefici, e perché era convinto che le analisi successive sarebbero andate bene’. Sostanzialmente ha violato la legge, ossia la 116 del 2008, articolo 10, comma 1, che impone, in caso di superamento dei limiti di balneazione, l’informazione tempestiva e immediata alla popolazione, proprio perché in quei casi è importante tutelare la popolazione e impedire che si faccia il bagno. Nella scorsa seduta l’ex assessore regionale Mazzocca si è tirato fuori dalla bagarre sostenendo che il settore della balneazione sottende a un ambito prettamente sanitario, ovvero non è di sua competenza, ma di competenza dell’assessore alla sanità. A domanda specifica, ossia se l’Arta avesse avvisato la sua Direzione del superamento dei limiti di balneazione dopo la rottura del 28 luglio, l’assessore ha ammesso che la Regione era a conoscenza che in alcuni giorni il mare non era balneabile».

L’Arta ha poi fatto luce sulle competenze di ciascun ente: il direttore Amicone ha infatti ricordato che, dopo un campionamento, l’Arta comunica i risultati entro 48 ore al sindaco, alla Regione, Servizio Opere Marittime e Acque Marine, alla Asl e al Distretto provinciale. In caso di non balneabilità delle acque ‘Puntualmente – ha detto Amicone – l’Autorità sanitaria, ossia il sindaco, è tenuto per legge ad apporre il divieto di balneazione se sono superati i limiti’, mentre l’Arta ha solo l’obbligo di ripetere le analisi entro 48 ore’.

Quando è stato chiesto ‘chi deve informare la popolazione’, Amicone è stato chiarissimo: il sindaco deve mettere i cartelli per informare il territorio, e anche la Regione ha il dovere di informare la popolazione. Infine l’Oxystrong: il direttore Arta Damiani ha chiarito di aver espresso un parere positivo sull’uso dell’acido peracetico, peraltro assumendosene per intero la responsabilità. Dunque a oggi questo è il quadro: quando c’è stata la rottura della condotta, alle 22 del 28 luglio, come ha ricordato l’ingegner Livello dell’Aca, il Comune è stato subito avvisato, tanto che a mezzanotte il vicesindaco Del Vecchio è arrivato nell’area di cantiere con il funzionario Tommaso Vespasiano. Dunque l’amministrazione sapeva cosa stava succedendo, ma il sindaco, contravvenendo alle disposizioni della legge 116, ha deciso di non informare la popolazione.

Stesso atteggiamento anche da parte della Regione che non ha messo in atto alcun provvedimento per avvisare la popolazione dell’emergenza e domani si chiederà all’assessore Paolucci se effettivamente era stato avvisato della problematica, se ha adottato misure a tutela della salute dei cittadini, e quali provvedimenti la Regione intenda oggi adottare per censurare il comportamento del sindaco di Pescara.