IN PARLAMENTO

Camere Commercio: Da Pescara arriva la richiesta di fermarsi

Sulla fusione interrogazione Di Stefano (Fi)

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Camera di commercio di Pescara

CHIETI.  Sospendere l'accorpamento fra le due Camere di Commercio di Chieti e Pescara, in attesa di verifiche, approfondimenti e certificazioni. E' quanto chiede la Confcommercio del capoluogo adriatico, affermando di «condividere pienamente le perplessità espresse dai consiglieri della Cciaa di Chieti».

«Abbiamo più volte auspicato l'accorpamento fra Camere di Commercio - dice il presidente di Confcommercio Pescara, Ezio Ardizzi - ma a favore di un'unica Camera di Commercio Regionale con sede a L'Aquila e distaccamenti operativi nelle altre tre province. Siamo convinti, alla luce della sempre più necessaria e auspicata applicazione della spending review a tutti i livelli della Pubblica Amministrazione, che non risulti più opportuno mantenere gli apparati burocratici attuali, ma che occorra concentrare tutte le funzioni decisionali in un unico Ente Camerale con sede all'Aquila».

«Crediamo che un'attenta riflessione, supportata da dati ed analisi relative ad entrambi gli enti - conclude - sia quantomai necessaria per valutare se convenga davvero portare avanti tale accorpamento o se, come già detto, sia più opportuno lavorare nell'ottica di addivenire ad un'unica Camera di Commercio Abruzzese».

Intanto è stata presentata una interrogazione del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano sulla situazione economico-patrimoniale della Camera di commercio di Pescara. Presentata come dice lo stesso parlamentare, «a proposito delle problematicità legate alla fusione delle Camere di commercio di Chieti e Pescara", senza "entrare nel merito sull'opportunità di fondere i due enti camerali».

«Solo il ministero - dice il parlamentare - può chiarire i dubbi sollevati sulle Camere coinvolte e consentire che la fusione avvenga in regime di piena trasparenza. Se questa chiarezza dovesse richiedere più tempo, comunque la norma nazionale non obbliga ad una conclusione dell'iter con un crono programma così rapido, e nel frattempo magari si potrebbe anche riflettere sull'opportunità di fonderle tutte e quattro le Camere di Commercio in un unico soggetto con propaggini territoriali pronte a rispondere alle esigenze del territorio».