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Abruzzo, l’11 settembre della giunta D’Alfonso: assessori pronti a dimettersi

La crisi politica si risolve così, si puntano i piedi e poi si rimescolano le carte

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Abruzzo, l’11 settembre della giunta D’Alfonso: assessori pronti a dimettersi

D'Alfonso e Gerosolimo

ABRUZZO. Hanno scelto proprio l’11 settembre per provare a mettere fine ad una crisi politica ormai troppo lunga e che sta facendo solo danni.

Ora sono tutti pronti a dimettersi, tutti. Gli assessori regionali si sono presentati nell’ufficio di presidenza a Pescara questa mattina pronti a fare un gesto forte. Qualcuno dice un passo indietro, qualcun altro sembra far trapelare maggiore  malumore per quanto accaduto finora sulla crisi di maggioranza.

Oggi pomeriggio D’Alfonso dovrebbe essere nella sua stanza e potrebbe esserci una riunione di giunta per discutere il da farsi. Non è escluso che la strategia sia quella utilizzata per la Saga dove si richiedono le dimissioni di tutti e, nel frattempo, si ha campo libero per ritrovare gli equilibri e ridistribuire le carte e le poltrone.

Tutto è iniziato in pieno agosto con le pressioni ai fianchi di Gerosolimo di Abruzzo Civico che voleva a tutti i costi entrare in giunta. Di posto non ce n’è e allora bisognava far fuori qualcuno. Ma chi? La quadra non si è stata trovata nononstante le buone intenzioni di Camillo D’Alessandro che si era detto pronto a farsi da parte.

Certo è che il gesto di questa mattina degli assessori è una azione forte che ha il senso di mettere fine al ping pong delle dichiarazioni e delle pretese. Ora la situazione potrebbe essere ad un punto di svolta e in un modo o in un altro la crisi politica si risolverà.

Sono pochissimi al momento a credere che D’Alfonso non riuscirà a comporre tutti i malumori e a mettere d’accordo i suoi.

Anche perché davvero si sta perdendo tempo e credibilità mentre la Regione veloce è ferma sui ricatti.

D’ALFONSO:«30 GIORNI PER ASCIUGARE UNA POZZANGHERA»

Il presidente D’Alfonso da Roma scherza e sorride al telefono con PrimaDaNoi.it alla richiesta di commentare la crisi politica («Crisi? Non chiamatela crisi…»).

«Non c’è nessuna crisi è già tutto risolto: è una pozzanghera asciugata.  Praticamente 11 agosto- 11 settembre abbiamo dedicato 30 giorni per asciugare una pozzanghera. Nell’arco di questi giorni mentre con l’indice sinistro mi occupavo di questo abbiamo messo in campo il consenso di Palazzo Chigi per diventare noi la prima regione italiana a firmare il Master plan. Il 15 ottobre viene il sottosegretario Luca Lotti a validare il lavoro».

Lotti il 15 ottobre la troverà una giunta regionale?

«Sto dicendo che la pozzanghera è asciugata».

Chi entra? Gerosolimo e Mazzocca che strade prendono?

«E’ tutto risolto ne parliamo domani in conferenza stampa così chiariamo bene questa vicenda. Mi voglio divertire…»

CHE COSA E’ SUCCESSO STAMATTINA

In una lettera controfirmata da tutti gli assessori l'esecutivo ha rimesso le deleghe al presidente chiarendo di essere a disposizione per qualunque decisione sarà presa. Una presa di posizione e di coscienza per chiudere davvero le polemiche.

Di fatto la giunta però da una parte non c’è più ma dall’altra c’è ne è già una nuova.

Per il momento le bocche sono cucine in attesa della conferenza stampa di domani ma è difficile credere che un accordo si possa trovare escludendo Gerosolimo. Per cui è facile pensare che andrà a finire come si è detto fin dall’inizio: Gerosolimo assessore e Mazzocca sottosegretario. D’Alessandro rimarrà un “super consigliere” o un “mezzo assessore” con deleghe pesanti dei trasporti e dei grandi eventi come il Giubileo.

GEROSOLIMO:«AVEVAMO POSTO QUESTIONI PROGRAMMATICHE»

«Evidentemente il presidente D'Alfonso ha deciso di rivedere l'azione amministrativa. Adesso si apre la fase due del governo regionale, che era esattamente quello che anche noi di Abruzzo Civico avevamo chiesto». Con queste parole Andrea Gerosolimo, il consigliere regionale di Abruzzo Civico che insieme a Mario Olivieri, della stessa lista e a Luciano Monticelli, del Pd, nello scorso agosto aveva aperto la crisi in seno alla Giunta regionale.

Una vittoria su tutto il fronte per loro :«avevamo posto dei problemi di natura programmatica, sui quali adesso siamo in accordo al 99 per cento - aggiunge il consigliere regionale di Abruzzo Civico - Quanto al rimpasto, la soluzione individuata da D'Alfonso, con le dimissioni di tutti gli assessori, rappresenta la scelta migliore»

MAZZOCCA:«ANCHE IO HO FORMALIZZATO LE MIE DIMISSIONI»

«Con questo atto», dice Mario Mazzocca (Sel), «si sgombra finalmente il campo dai pettegolezzi, dalle
dietrologie, dai personalismi che in questi casi rischiano di avvelenare i pozzi. Una crisi, è bene ricordare, creata da altri e subita soprattutto da noi. La richiesta fatta da SEL di compiere preliminarmente un percorso di verifica ed aggiornamento del programma di governo è, a questo punto ineludibile. Solo alla luce dell’esito di questo percorso affronterò, insieme al mio partito, il discorso relativo alla mia posizione
nell’esecutivo. La condivisione delle scelte da parte di tutta la maggioranza, alla cui attività non farò mancare il mio apporto, rappresenta la condizione necessaria per attuare il programma di rinnovamento della società abruzzese che gli elettori ci hanno affidato con il voto».

CHIODI: «HA VINTO GEROSOLIMO, HA PERSO D’ALFONSO»

«Ha vinto Gerosolimo, hanno perso D'Alfonso, D'Alessandro, Sel e Mazzocca. Le dimissioni degli assessori della giunta D'Alfonso rappresentano una pantomima per gettare fumo negli occhi e nobilitare i passi indietro che hanno dovuto compiere D'Alessandro e Mazzocca», così  Gianni Chiodi, consigliere regionale di Forza Italia ed ex presidente della Regione, commenta le dimissioni in blocco degli assessori dell'amministrazione abruzzese.

«La realtà è che Abruzzo Civico e Gerosolimo sono riusciti ad avere un assessorato e ad imporre a D'Alfonso una serie di punti programmatici - conclude Chiodi - mentre altri due membri della giunta sono stati bocciati, visto che D'Alessandro è finito fuori, mentre Mazzocca ricoprirà un ruolo svuotato di poteri come quello di sottosegretario».

MARCOZZI ALLIBITA

 Sara Marcozzi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, osserva: «Siamo allibiti, evidentemente D'Alfonso ha fatto troppe promesse, non solo agli elettori, ma anche ai suoi alleati, che adesso presentano il conto. Si apre un precedente pericoloso, perchè a questo punto per ottenere qualcosa dal governatore basterà non presentarsi ad una seduta del Consiglio regionale e non rispondere per una giornata al telefono».

 Scettico Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista. «E' una manovra puramente di facciata - rileva -. D'Alfonso sa bene che Sel e l'ex democrat Mazzocca non andranno mai all'opposizione e non faranno mai cadere la sua Giunta, mentre qualche problema in più potrebbe arrivare da ex democristiani come Gerolosimo, che adesso il governatore sta cercando di accontentare».

 ASSESSORE PEPE: «SCELTA CONDIVISA PER FAVORIRE RIMPASTO»

«Abbiamo rimesso le nostre deleghe per agevolare l'operazione di rimpasto in seno alla giunta regionale da parte del presidente D'Alfonso. E' un gesto condiviso e assunto con la massima serenità. Nutro piena fiducia nell'azione del nostro governatore, ha detto Dino Pepe, assessore regionale all'Agricoltura.

Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore ai Lavori pubblici Donato Di Matteo, che si limita a dire: «Decide tutto il presidente». Proprio Di Matteo, secondo alcune fonti vicine alla maggioranza, rischierebbe di essere sacrificato nell'ambito del rimpasto, qualora Sel mantenesse la linea dura, rifiutando di accettare l'incarico di sottosegretario per Mario Mazzocca.

a.b.