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Ortona, il bilancio non sarà approvato nei termini. «Rischio scioglimento Consiglio comunale»

Le proteste di Colletti: «9 mesi di immobilismo amministrativo»

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COMUNE DI ORTONA

ORTONA. Venerdì scorso si è tenuta la conferenza dei capigruppo consiliari per stabilire il calendario dei lavori in vista della discussione in Consiglio Comunale dell’aumento dei tributi e delle tariffe e del bilancio di previsione 2015 – 2017 proposti dalla Giunta Comunale.
Mentre le delibere relative all’aumento delle tasse e delle tariffe comunali sono già state approvate dalla Giunta Comunale come proposta per il Consiglio Comunale, la delibera del bilancio di previsione 2015 – 2017 non è ancora pronta per essere portata in Consiglio Comunale entro il termine del 31 luglio prossimo fissato dalla legge, facendo così rischiare per la prima volta all’amministrazione d’Ottavio lo scioglimento per mancata approvazione del bilancio.
La conferenza dei capigruppo, proprio per chiarire eventuali responsabilità in caso di scioglimento del Consiglio Comunale, su proposta dei capigruppo Tommaso Coletti e Tommaso Cieri, ha preteso un’espressa e motivata richiesta da parte del sindaco di non porre all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 28 luglio prossimo la discussione del bilancio in quanto la Giunta Comunale non ha adempiuto nei termini e la proposta di bilancio, di conseguenza, seppur approvata dalla Giunta non è ancora pronta per essere discussa, in quanto manca il parere dei revisori e, successivamente, devono decorrere 20 giorni prima di approdare in Consiglio Comunale per la discussione e l’approvazione.
Cosi il Consiglio Comunale è stato convocato per il giorno 28 luglio in prima convocazione e per il giorno 30 luglio in seconda convocazione per discutere soltanto l’eventuale aumento dell’addizionale IRPEF, l’approvazione delle tariffe TARI, IMU e TASI e il piano delle alienazioni del patrimonio.
La deliberazione dell’aumento dell’addizionale IRPEF difficilmente verrà approvata, in quanto tutti i gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza nel recente passato si sono espressi contro ogni ipotesi di aumento del prelievo fiscale e delle tariffe a carico dei cittadini, facendo proposte alternative di riduzione della spesa corrente e di recupero di molte entrate la cui riscossione non è stata particolarmente curata dall’attuale amministrazione d’Ottavio. Per quanto riguarda la discussione del bilancio di previsione 2015, il Consiglio Comunale è stato convocato per il 19 agosto, con un elevato rischio di andare verso lo scioglimento del Consiglio Comunale e il ritorno anticipato alle urne.
«Il Partito Democratico di Ortona, d’intesa con la Segreteria Provinciale e Regionale del partito – dichiara il capogruppo PD Tommaso Coletti – già nello scorso Consiglio Comunale ha messo con le spalle al muro il sindaco e la sua Giunta minacciando di abbandonare l’aula consiliare per impedire così l’approvazione della modalità di copertura del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui con l’aumento delle tasse e delle tariffe a carico dei cittadini».
«Come è noto, con il nostro emendamento – continua Tommaso Coletti – abbiamo impedito che si realizzasse l’incredibile ed inspiegabile intento di mettere le mani nelle tasche dei cittadini di Ortona. È bene ricordare che la gestione 2014, a cui il Partito Democratico ha partecipato fino al 14 ottobre, è stata chiusa con un avanzo di amministrazione di 4,1 milioni di euro. Il riaccertamento straordinario dei residui, obbligatorio per legge, ha generato un disavanzo di 10,5 milioni di euro. Per fortuna nel 2014 si è realizzato un avanzo che ha coperto circa il 40% del disavanzo totale, riducendo così il disavanzo straordinario a 6,4 milioni di euro. Questa restante parte del disavanzo di 6,4 milioni di euro verrà ripianata in 30 anni con quote annuali di 210 mila euro circa, che il Sindaco e la sua Giunta volevano finanziare con l’aumento delle tasse e delle tariffe».

Il Partito Democratico con l’emendamento approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale ha impedito una tale scelta, costringendo l’Amministrazione Comunale a finanziare il ripiano del disavanzo con la riduzione del 60% delle indennità del sindaco e della Giunta e con la vendita del patrimonio non utilizzato dal Comune per finalità istituzionali, escludendo espressamente l’aumento delle tasse e delle tariffe.

Per quanto riguarda la cassa dell’Ente, Vincenzo d’Ottavio «non ha avuto», continua Coletti, «purtroppo per lui, l’accortezza di verificare che il dato dell’anticipazione a 5,5 milioni di euro è un altro triste primato della sua amministrazione, e non di quella precedente. Infatti, proprio nelle scorse settimane, durante il governo dell’amministrazione d’Ottavio e dei suoi assessori di fiducia, si è toccato il massimo di anticipazione di cassa per circa 5,5 milioni di euro, come mai avvenuto prima nel Comune di Ortona».
«È evidente – conclude Tommaso Coletti – che Vincenzo d’Ottavio non ha altri argomenti di maggiore levatura da proporre all’attenzione dei cittadini. Oggi, invece, abbiamo la certezza che i nove mesi di immobilismo amministrativo della sua Giunta hanno compromesso gravemente il bilancio comunale che fino al 31 dicembre 2014 ha goduto di ottima salute. Dati oggettivi e inconfutabili attestano, purtroppo, che la nuova giunta formata da persone di esclusiva fiducia del Sindaco ha vanificato due anni e mezzo di proficuo lavoro. Ovviamente, come al solito, il Partito Democratico, ormai fuori dall’amministrazione da ottobre 2014, è pronto a qualsiasi confronto pubblico anche su questo argomento».