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Daniela Stati: «Io, ancora sotto inchiesta perchè volevo far lavorare Abruzzo Enginnering…»

In risposta a Lorenzo Berardinetti si sfoga l’ex assessore regionale alla protezione civile

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Daniela Stati: «Io, ancora sotto inchiesta perchè volevo far lavorare Abruzzo Enginnering…»

Daniela Stati

ABRUZZO. Forse il vero scandalo è una inchiesta che non è nemmeno approdata al processo dopo sei anni tenendo nel congelatore gli indagati. Capita tra i tanti all’ex assessore regionale alla proteizone civile, Daniela Stati, che su Facebook annuncia che il prossimo 15 settembre sarà in udienza dal gup il quale dovrà decidere se vi sono elementi sufficienti per un processo.
L’ex assessore di Gianni Chiodi nell'estate del 2010 rimase impigliata insieme al padre, Ezio, nell’inchiesta denominata “gruppo Stati” che portò agli arresti l’ex politico di Forza Italia e padre di Daniela e Sabatino Stornelli amministratore all’epoca di Selex Sema che detiene il 30% di Abruzzo Engineering.
Daniela Stati oggi trova nuovo vigore e parla di «prove a suo favore» che derivano dal fatto che pochi gironi fa il Consiglio regionale ha di fatto salvato i lavoratori di Abruzzo Engineering investendo per ora almeno 6 mln di euro «per farli lavorare».
«Oggi tutti ad applaudire la politica regionale che ha permesso di salvare i posti di lavoro», scrive rivolgendosi a Lorenzo Berardinetti, consigliere regionale di Regione Facile, principale artefice del salvataggio anche in qualità di fondatore ed ex consigliere di amministrazione di Ae. «Cosa buona e giusta!!! Ma ironia della sorte (la chiamo così per bontà d'animo) io dopo quasi 6 anni sono ancora indagata, sai con quale capo di imputazione????? ...Volevo , come già allora prevedeva la legge Del Turco, far lavorare i lavoratori di Abruzzo Engineering. Se ora come allora la politica ha ritenuto giusto salvaguardare i lavoratori, chiedo che presto si faccia chiarezza sulla mia posizione. La Vostra legge rafforza la mia posizione di non colpevolezza, altrimenti dovremmo essere in molti di più ad essere indagati per aver salvato posti di lavoro».


Nel capo di imputazione della procura di Avezzano (pm Roberto Savelli) mutuato da quello della procura de L’Aquila dove l’inchiesta era incardinata originariamente, si parla in effetti di insistenti pressioni presso Gianni Chiodi per far rientrare Abruzzo Engineering nell’ambito della ordinanza di Protezione civile che assegnava commesse per la ricostruzione post terremoto. Stati si sarebbe adoperata duque anche per fa cambiare l’ordinanza attivando anche Berlusconi, allora capo del governo.
La procura individua queste azioni come fatti illeciti in quanto tali affidamenti di lavori pari a 1,5 mln di euro si sarebbero di fatto trasformati in affidamenti diretti ad Abruzzo Engineering che per un periodo (a torto) era stata considerata società in house e dunque capace di ottenere lecitamente affidamenti diretti.
Gli inquirenti contestano inoltre a Stati una serie di utilità ottenute in cambio per potersi adoperare per la causa a tutto vantaggio –dicono gli inquirenti- della società privata Selex Sema e dell’amico Stornelli.
«Come vedete dall'inizio dell'inchiesta»,scrive ancora Sati mostrando una parte del capo di imputazione «tutto quello letto 6 anni fa sulla stampa, è stato escluso dai P.M. Nel 2010 Abruzzo E. , come ribadito dall'attuale Giunta e consiglio Regionale era in House!! A Voi l'ardua sentenza».
Affermazioni che, nella foga di difendersi peccano di precisione, visto che è stato accertato con sentenze e pronunce -anche europee- che Abruzzo Engineering non potesse ricevere affidamenti diretti tanto che tutto il salvataggio operato dall’attuale Consiglio regionale consiste proprio nell’acquisizione del 30% della quota di Selex così da divenire totalmente società pubblica e dunque in house.

Come detto grandi meriti per l’approvazione in Consiglio vanno a Lorenzo Berardinetti di Regione Facile che meglio di altri conosce la società se non altro per averla vista nascere.
«Voglio ricordare che», rivendica Berardinetti, «da Consigliere provinciale di maggioranza, con l’allora Giunta Pezzopane, ho partecipato, dapprima, alla costituzione di Abruzzo Engineering e, successivamente, sono stato designato componente del consiglio di amministrazione della società. Conosco, da sempre, Abruzzo Engineering ed ho vissuto, in prima persona, le difficoltà e le problematiche che hanno incontrato i suoi dipendenti, in tutte le fasi che li hanno visti coinvolti, a partire dalla cassa integrazione. Posso affermare, inoltre, di conoscere molto bene le capacità e qualità professionali di queste persone che rappresentano una risorsa fondamentale per il nostro sistema economico ed esprimo, dunque, la massima soddisfazione per aver contribuito a determinare soluzioni per dei lavoratori abruzzesi».