LE REGOLE

La mozione: «il Comune di Spoltore adotti la Carta di “Avviso Pubblico” contro la corruzione»

La proposta è di Marina Febo, capogruppo minoranza Forza Italia

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La mozione: «il Comune di Spoltore adotti la Carta di “Avviso Pubblico” contro la corruzione»

SPOLTORE. Le regole sarebbero in teoria semplici, chiare e pure scontate. Dovrebbero essere principi ai quali ogni amministratore pubblico dovrebbe attenersi se davvero intende perseguire l’interesse pubblico.

 Invece in Italia diventa cosa “eccezionale” così associazioni varie propongono le carte dei comportamenti che i rappresentanti da loro eletti dovrebbero tenere per evitare fenomeni che hanno portato alla deriva il nostro Paese.

A creare scompiglio a Spoltore ci pensa Marina Febo, capogruppo di minoranza (Fi) che ha firmato una mozione che sarà discussa in consiglio comunale per l’adozione della carta di “Avviso Pubblico”.

Nell'ambito della campagna civica "Amministratori Pubblici o Privati?" avviata già da un po’ da Febo, nella sua mozione chiede "L'adozione della Carta di Avviso Pubblico, Codice Etico per la buona politica".

Di cosa si tratta?

 «I fenomeni di corruzione e di illegalità», si legge nella mozione di Marina Febo, «possono riguardare non solo i dipendenti comunali, ma anche la parte politica che, per l'alto ruolo di rappresentanza dei cittadini, dovrebbe essere chiamata per prima a dare l'esempio; esistono una serie di comportamenti molto diffusi che, pur non raggiungendo il livello punito dalla legge (amministrativa, contabile o penale), sono ugualmente pericolosi e nocivi, in quanto ostacolano la piena realizzazione degli interessi pubblici e del bene comune».

Si tratta per esempio di situazioni di conflitto tra interessi pubblici e privati degli amministratori o di singoli gruppi, vantaggi diretti o indiretti per gli stessi, o per i loro familiari o per persone a loro vicine, pratiche clientelari secondo la cultura del “favore”, rapporti non equilibrati con le imprese, mancato rispetto degli obblighi di trasparenza.

Dunque oltre la legge c’è bisogno di andare oltre e attenersi a quelle “buone pratiche” senza le quali non c’è né buon politico né tutela dell’interesse pubblico.

L’Associazione “Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione contro le mafie” opera dal 1996 per promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella pubblica amministrazione e sui territori da essi governati; nell’ambito della sua attività, nel 2012 ha elaborato la Carta di Pisa, adottata da oltre 40 enti locali e da centinaia di amministratori; nell'ottobre del 2014 essa è stata integrata con nuovi contenuti e ha preso il nome di "Carta di Avviso Pubblico - Codice etico per la buona politica”.

Dunque la mozione prevede che il consiglio comunale approvi che «che tutti gli amministratori di Spoltore, come pure i soggetti da questi nominati in enti, consorzi e società, oltre a rispettare tutte le regole già previste dalla legge, debbano auto-limitarsi al rispetto di ulteriori norme di condotta che innalzino il livello etico degli stessi e, di conseguenza, della legalità, della trasparenza e del buon andamento dell’amministrazione comunale e che ristabiliscano un sano rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione».

Il consiglio comunale inoltre «è del parere che nel Comune di Spoltore non debbano in alcun modo esistere situazioni neppure potenziali di “favori”, clientelismo, corruzione, conflitto di interessi, o commistioni tra interessi privati e pubblici e che debbano assumere ruoli di amministratore pubblico soltanto coloro che possano realmente rispettare tali norme di condotta e assumerne la piena responsabilità di fronte all'intera comunità».

Come si diceva regole fin troppo scontate ed è incredibile il solo pensiero che una mozione del genere non possa essere approvata all’unanimità.

Carta Di Avviso Pubblico