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Martedì Consiglio regionale “caldo” su ticket e taglio stipendi consiglieri

All’ordine del giorno anche molte interrogazioni e interpellanze

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Martedì Consiglio regionale “caldo” su ticket e taglio stipendi consiglieri

Consiglio regionale

ABRUZZO. Si prevede un consiglio regionale caldo quello di domani martedì 14 luglio per una serie di temi “bollenti” che si trascinano da mesi e che ora dovranno essere discussi dall’assise regionale.

Tra questi alcune mozioni ed interpellanze come quella sui dipendenti del Ciapi, la viabilità in alto Sangro, il Cotir, la Macroregione, la sanità regionale e il taglio del costo della politica.

 E già Forza Italia annuncia che continuerà l’ostruzionismo contro la delibera di compartecipazione ai ticket socio-sanitari: «dopo che abbiamo riscritto il Regolamento, eliminando quelle clausole capestro che facevano ricadere la nuova tassa sulla salute in parte sui Comuni, in parte sui cittadini, per 16 milioni di euro, ora il governo D’Alfonso ha nuovamente cambiato le carte, facendo rientrare dalla finestra le gabelle uscite dalla porta».

 A oggi comunque l’ospite di una residenza sanitaria assistita dovrebbe versare personalmente alla struttura tutta la sua pensione, circa 788 euro al mese, e questo per una norma transitoria introdotta alla fine del documento, l’articolo 12, tra l’altro «in aperto contrasto con l’articolo 7 dello stesso regolamento», dice l’opposizione.

«Nelle 12 sedute di Commissione Forza Italia», dicono i consiglierei Sospiri e Febbo, «ha ottenuto delle conquiste, ossia delle modifiche sostanziali che abbiamo fatto inserire nel Regolamento. Il documento riscritto oggi prevede infatti che la compartecipazione si applica su Servizio sanitario nazionale, Comuni e utenze sulla base del relativo reddito Isee: Forza Italia ha ottenuto che la giunta regionale stabilirà le soglie di compartecipazione dell’utente non senza aver prima acquisito il parere obbligatorio della Commissione consiliare competente».

 Perché, se arriva un utente che ha un reddito di 25mila euro l’anno, prima di stabilire la sua quota di compartecipazione sarà necessario verificare quanto incide sul suo reddito la composizione della famiglia e la presenza di disabilità.

Questo ‘controllo’ dovrebbe permettere di contenere il danno.

Inoltre la parte dei Comuni è coperta al 100 per cento per tutto il 2015, quindi i sindaci non faranno «i gabellieri», e non ci saranno problemi ulteriori ai conti.

 «Ora, però, a fronte del Regolamento così riscritto – ha proseguito il capogruppo Sospiri – la maggioranza ha reinserito a sorpresa delle norme transitorie che ci riportano punto e a capo imponendo la ripresa dell’ostruzionismo: parliamo dell’articolo 12, commi 3 e 4, dove si è ribadito che gli utenti ospiti delle strutture sanitarie e sociosanitarie dovranno comunque pagarsi personalmente e direttamente la ‘quota alberghiera’, ovvero 25,86 euro al giorno, ossia 775 euro al mese; solo gli ospiti delle strutture psichiatriche e riabilitative non devono pagare nulla. Tradotto in numeri significa che l’anziano ospite di una Rsa che, tra pensione di invalidità e accompagnamento, percepisce 788 euro al mese, dovrà versare tutta la somma alla struttura, restando con appena 13 euro al mese in tasca, sempre se non gli fanno pagare pure il barbiere. Una norma inaccettabile, introdotta a tradimento da una giunta regionale Pd che cambia ogni giorno i documenti, ovviamente sempre a discapito della popolazione».

COSTO DELLA POLITICA

Si discuterà martedì anche la proposta di legge del M5S sui tagli ai costi della politica, prima firmataria Sara Marcozzi.

«Finalmente nero su bianco i rappresentanti politici della nostra regione dovranno votare, o non votare, i tagli ai propri stipendi», dice Marcozzi.

I tagli che il M5S propone sono significativi, questa proposta di legge porterebbe a risparmiare ben 23 milioni di euro nei cinque anni di legislatura.

Il primo attiene alle indennità di Consiglieri e Presidenti di Giunta e Consiglio le cui massime retribuzioni consentite sarebbero rispettivamente ridotte per i primi da € 11.100,00 a € 5.000,00 e per i secondi da € 13.800 a € 6.500.

Altro taglio previsto è quello dei rimborsi spese, nota dolente per le tasche della Regione, che elargisce ai consiglieri fino a 4500 euro mensili. Un forfait che viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio e a prescindere dal luogo di provenienza.

«Solo i consiglieri del M5S rendicontano già ogni spesa e percepiscono il rimborso solo su quanto realmente utilizzato», fa notare ancora una volta Marcozzi, «gli altri intascano il forfait incrementando di molto il loro stipendio».

Tagli sono previsti anche per le indennità di Vice Presidente e Segretari di Commissione. Sono previste l’abrogazione della Polizza assicurativa in caso di morte o infortunio del Consigliere, l’abrogazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi. Infine lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, come per i lavoratori “comuni”.