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Patto di Stabilità. «Il Governo soffoca San Giovanni Teatino»

«Il Comune rischia il default a causa di richieste insostenibili ed incomprensibili».

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Municipio San Giovanni Teatino

SAN GIOVANNI TEATINO. Più di 2 milioni di euro. E' l'esorbitante somma che il Governo richiede al Comune di San Giovanni Teatino per il 2015. Non solo, ci sono ulteriori 2.288.504 euro nel triennio 2016-2018.

Si tratta della "Rideterminazione degli obiettivi del patto di stabilità interno ai Comuni, Province e Città metropolitane per gli anni 2015-2018 e ulteriori disposizioni concernenti il patto di stabilità interno"  contenute nel Decreto Legge n. 78 dello scorso 19 giugno.

Una doccia fredda per l'amministrazione Marinucci, da anni impegnata in una meticolosa attività di riordino e risanamento dei conti dell'ente.

«Abbiamo fatto tagli, eliminato gli sprechi, tolte le figure dirigenziali, dimagrite le partecipate, da più di un anno non contriamo mutui per opere pubbliche che riusciamo a realizzare con fondi propri o grazie a finanziamenti regionali, statali e comunitari che hanno premiato la nostra capacità progettuale. - spiega l'assessore alla programmazione economica e bilancio Alessandro Feragalli - I trasferimenti statali per il sociale sono stati ridotti da 1,6 milioni a 250 mila euro in 4 anni, e subiremo un'ulteriore trattenuta di 150 mila euro per un precedente contenzioso con il Ministero dell'Interno. Questo "nuovo obiettivo" del Patto di Stabilità  rappresenta il collasso, il default per San Giovanni Teatino, una cifra impossibile da sostenere».

Sulla cifra prevista dall'obiettivo finanziario interviene anche il sindaco Luciano Marinucci: «E' incomprensibile come al mio Comune sia richiesta una somma (2.128.285 euro) assolutamente sproporzionata rispetto a comuni ben più popolosi (1.487.192 Francavilla, 1.343.242 Lanciano, 1.871.698 Ortona). Anche questo è un aspetto da chiarire nell'incontro che avremo al MEF (Ministero Economia e Finanze), la prossima settimana grazie all'interessamento della senatrice Federica Chiavaroli».

Intanto Mario Vicaretti, responsabile del servizio ragioneria del comune ha scritto all'Istituto per la Finanza e l'Economia Locale, per verificare la posizione dell'ente e il «peggioramento del patto del 67,4% (856.700 euro) che disintegra la sostenibilità finanziaria di questo Comune e non consente di approvare il bilancio con il rispetto dei dovuti e cogenti equilibri».