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Ddl Scuola passa al Senato, Blundo (M5s): «siete giocatori di poker»

Governo ottiene la fiducia con 159 sì.

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Ddl Scuola passa al Senato, Blundo (M5s): «siete giocatori di poker»

ROMA. 159 voti a favore, 112 no. Il ddl scuola supera lo scoglio del Senato. Era la giornata decisiva. Quella del voto di fiducia sul maxiemendamento del governo che fissa i paletti sulla riforma della scuola. Un’accelerazione che ha scatenato le proteste delle opposizioni, che contestavano merito e tempi del provvedimento e che a Palazzo Madama hanno inscenato per tutta la giornata rumorose contestazioni. Ora il provvedimento - che prevede, tra l’altro, l’assunzione di circa 100mila precari e più poteri ai presidi nella gestione degli insegnanti - passa alla Camera, dove dovrebbe approdare il 7 luglio per l’approvazione definitiva.

Ieri in Senato è stata una giornata tesa. I «no» sono arrivati da Movimento 5 stelle, Lega e Forza Italia.

 E' un «provvedimento figlio di un processo assurdo e surreale che rischia di far finire la specificità della scuola pubblica», ha detto la senatrice abruzzese Rosetta Enza Blundo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione al Senato, durante le dichiarazioni di voto. «Questo testo, imposto dal Partito democratico, è culturalmente povero e non rappresentativo dell'universo scolastico. Non c'è nulla di democratico né nel metodo utilizzato né nel merito. Alla base c'è solo, ancora una volta, l'esigenza di sgravare economicamente lo Stato da qualsiasi minimo impegno economico sulla scuola pubblica, come avvenne per le pseudo-riforme Moratti e Gelmini, non ancora pienamente valutate nei danni prodotti».

«Siete - prosegue -dei giocatori di poker e anche sulla scuola non avete fatto altro che bluffare, sordi e incapaci di capire che invece investire sulla scuola significa investire sul futuro del Paese. Continuando a parlare di queste 100mila assunzioni, dimostrate tutta la vostra malafede politica e la disonestà intellettuale».

«Ogni giorno, cari signori del governo», ha detto ancora Blundo, «vi dimostrate sempre più esperti in giochi di prestigio. Per evitare quei voti che avrebbero bloccato o trasformato in maniera sostanziale questo testo, voi vi imponete con autorità».

«Noi questa fiducia - dichiara - non la voteremo».

E rivolta ai senatori di maggioranza, conclude: «Fermate questo scempio prima che sia troppo tardi, per il bene dei vostri figli e dei figli dei vostri figli. Vi chiediamo uno scatto d'orgoglio e di non privilegiare lo scranno parlamentare rispetto al bene del Paese».