IN COMUNE

Montesilvano, la denuncia di Musa: «commissioni inutili, gettoni di presenza 'rubati'»

La consigliera del gruppo misto manderà le carte alla Corte dei Conti

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Manola Musa (Foto Urbini)

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 MONTESILVANO. «Da un calcolo rapido tra gettoni rubati e permessi retribuiti la commissione politiche giovanili ha prodotto in soli due giorni un aggravio di spesa inutile per l'ente pari a più di 1000 euro».

La denuncia arriva dall’ex consigliera comunale di Forza Italia, Manola Musa, oggi Ri(E)Voluzione che contesta la spesa di «migliaia di euro» per commissioni aperte e chiuse in pochi minuti senza produrre nulla di significativo..

«Per la seconda volta consecutiva», spiega la consigliera comunale che nei mesi scorsi ha lasciato la maggioranza visti gli insanabili contrasti con il primo cittadino, «la commissione "politiche giovanili" presieduta dalla parente del sindaco, Barbara Di Giovanni, (nipote di Raffaelle Di Giovanni, suocero di Maragno, ndr) è stata aperta e chiusa e solo tre consiglieri hanno rinunciato al gettone di presenza. La presidente dimentica che il Comune pagherà per lei, dipendente della pubblica istruzione, i rimborsi per i suoi permessi che prontamente si fa giustificare con certificato rilasciato dalla segretaria di commissione. Sono indignata dal silenzio che i consiglieri di maggioranza hanno avuto come risposta al mio dissenso palesato durante la riunione dei capigruppo e non intendo più tollerare questa mancanza di rispetto nei riguardi dei cittadini di Montesilvano che stentano ad arrivare a fine mese e oltre a non ricevere risposte da questa amministrazione devono addirittura subire questo scempio».

Insomma, sostiene Musa, in periodo di crisi bisognerebbe stare perlomeno più attenti alle spese inutili.

«La commissione "politiche giovanili"», continua ancora la consigliera, «da mesi ha come oggetto un fantomatico "tavolo giovani" al quale abbiamo dato credito ma che non ha prodotto nel tempo alcuna delibera o determina e continua a riunirsi col medesimo oggetto pur di soddisfare la smania di gettoni e permessi retribuiti di alcuni. Non ultima la commissione di ieri che a fronte di circa 500 euro spesi ci ha messo a conoscenza che ci sarà un festival dei talenti e un torneo di biliardino liquidandoci in 10 minuti».

Musa annuncia che i verbali di queste commissioni "nulle" verranno da lei inviate alla Corte dei Conti «a tutela di tutti coloro che sono costretti a subire ancora le scelleratezze di una politica vecchio stampo ereditata geneticamente da alcuni esponenti delle nuove generazioni».

«GRANDISSIMA CONFUSIONE DI MUSA»

«Più che “rievoluzione”, la consigliera Musa sta facendo solo una grandissima confusione». Replica così Barbara Di Giovanni in merito alla polemica relativa ai compensi percepiti nelle commissioni. «La sottoscritta, come tutti sanno, non vive di politica, non è “dipendente della Pubblica Istruzione”, e cosa ben più nota non ha mai chiesto un solo euro di rimborso per i permessi, di cui peraltro non fruisce per legge. La consigliera Musa ne era anche perfettamente al corrente, ma ha deliberatamente fatto orecchie da mercante pur di guadagnare spazio sulla stampa. Le certificazioni rilasciate dal Segretario, infatti, costituiscono semplici giustificativi legali per l’assenza da lavoro». La consigliera di Ncd ricorda anche che: «Nella seduta della Commissione di lunedì 15, rinviata a ieri, ho rinunciato al gettone di presenza così come risulta dagli atti. L’unica smania pertanto è quella della Musa di darsi visibilità, quando la consigliera farebbe bene ad osservare un religioso silenzio. Oltre a suggerirle di informarsi meglio prima di lasciarsi andare a dichiarazioni pubbliche, la invito a meditare sulla grave falsità dei fatti narrati, per evitare che il boomerang della menzogna diventi la sua gogna».