FESTA AMARA

Alessandrini, un anno da sindaco, oggi la ‘festa’ che fa irritare il centrodestra

Sospiri: «ma cosa c’è da celebrare? L’aumento delle tasse?»

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Alessandrini e D'Alfonso

PESCARA. Un incontro con la cittadinanza, oggi alle 18.30 in piazza Italia: così il sindaco Marco Alessandrini festeggia il suo primo anno da sindaco e il centrodestra protesta e si domanda: ma cosa c’è da festeggiare?

Secondo il primo cittadino si tratta solo di un «incontro aperto» con i pescaresi a 365 giorni dalla sua proclamazione. Una trovata in pieno stile D’Alfonso con tanto di manifesto fatto realizzare per l’occasione. «Non sarà un appuntamento celebrativo», assicura lui, «ma un incontro sentito, doveroso e speriamo utile per raccontare un anno di impegno e per parlare del futuro». Dunque un momento per fare il punto della situazione di 12 mesi particolarmente difficili perché il Comune si trova in una situazione di pre-dissesto finanziario. Eppure la ricorrenza non poteva essere dimenticata.

Secondo l’opposizione, invece, sarà una «festa popolare» per celebrare «un anno in cui il sindaco ha alzato al massimo le aliquote di tasse, imposte e tributi, ha salassato i pescaresi aumentando le tariffe di asili nido, mense scolastiche, impianti sportivi, e scuolabus, ha imposto il pagamento dell’Irpef anche agli indigenti, pensionati compresi, che guadagnano meno di 800 euro al mese, ha cancellato ogni forma di agevolazione sociale per i meno abbienti e, in compenso, ha distribuito  incarichi a professionisti esterni a suon di migliaia di euro».

Insomma «una festa inopportuna», dice il capogruppo di Forza Italia in Regione, Lorenzo Sospiri: «uno schiaffo al  buon gusto istituzionale che piomba sulla faccia delle famiglie pescaresi che, grazie alla sua politica a-sociale, non riescono più ad arrivare a fine mese».

E Forza Italia fa notare anche la scelta infelice della data, il 16 giugno, ultimo giorno utile per tutti i cittadini per pagare la batosta fiscale di Imu, Tari, e Tasi, un salasso di centinaia di euro.

«E veramente immaginiamo la gioia di quei contribuenti», continua Sospiri, «che, dopo aver fatto ore di fila dinanzi agli sportelli, alla ricerca disperata di quei bollettini mai arrivati nelle case, e poi negli uffici postali per pagare, non staranno nella pelle, impazienti di andare ad applaudire in piazza quel sindaco e quell’amministrazione che li ha ridotti in miseria, semplicemente alzando al massimo tutte le imposte comunali, in nome di quel presunto pre-dissesto di bilancio che però poi non ha evitato, allo stesso sindaco Alessandrini, di firmare incarichi esterni a professionisti per oltre 200mila euro solo nel settore Lavori pubblici, una cifra in realtà destinata a crescere aggiungendo la spesa di ciascun settore davvero non comprendiamo cos’abbia da festeggiare o da raccontare ai pescaresi se non l’anno di  drammatica recessione cui ha condannato la città, immobile, paralizzata, una città che in un anno non ha visto aprire un solo cantiere, né avanzare una sola proposta, anzi ha vissuto il blocco delle opere straordinarie appaltate e finanziate dal centro-destra».

«Non potevano scegliere data più indicata per dare un marchio alla loro amministrazione», commentano invece Carlo Masci, Marcello Antonelli e Guerino Testa, «che in un anno si è caratterizzata per un asfissiante, indiscriminato e vessatorio aumento di qualsiasi tassa e servizio comunale, dalla IMU, alla TASI, agli impianti sportivi, all'eliminazione delle detrazioni per i redditi più bassi, chi più ne ha più ne metta. Che aggiungere oltre, non un'idea, non un progetto, non un guizzo di fantasia, solo l'attacco sistematico a tutte le opere realizzate dalla precedente amministrazione, con una città ripiegata su se stessa che ha assistito impotente al prepotente azzeramento di qualsiasi iniziativa del passato che avesse il sapore dell'innalzamento della qualità della vita dei pescaresi (dalle isole pedonali, alle riqualificazioni e rigenerazioni urbane). Per non parlare delle manutenzioni, è sufficiente vedere lo stato di abbandono del verde per comprendere l'incapacità di questa giunta di gestire anche l'ordinario. Se i cittadini di Pescara dovessero dare un voto ed un giudizio non potrebbero che dire "non giudicabile per assoluta e cronica inadeguatezza"».