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Progetto Case e condanna Corte Conti, Appello per L’Aquila: «quadro sconfortante»

Il gruppo consiliare commenta la sentenza

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PROGETTO CASE L'AQUILA

L’AQUILA. «Prima di intervenire sulla condanna della Corte dei conti per danno erariale, relativa alla gestione dei progetti Case e Map, inferta al sindaco (la seconda negli ultimi otto mesi), due assessori e una dirigente del Comune, abbiamo voluto leggere con attenzione le 146 pagine di motivazioni della sentenza».   Inizia così una nota del gruppo consiliare Appello per L'Aquila che parla di un «quadro sconfortante», gia' noto e piu' volte denunciato in questi anni: «la totale incapacita' e volonta' della Giunta ad amministrare la cosa pubblica. La sentenza è quella arrivata nei giorni scorsi che ha visto soccombere  il sindaco Massimo Cialente e gli assessori Alfredo Moroni e Fabio Pelini che dovranno versare a testa 30 mila euro. La dirigente comunale Patrizia Del Principe dovrà invece risarcire 60 mila euro. 

La Corte ne certifica ora il danno ma 'la grave negligenza, trascuratezza e superficialità' (parole dei giudici) nella gestione, dalle bollette pazze al mancato funzionamento dei pannelli solari, dall'acquisizione al patrimonio comunale senza garanzie da parte dello Stato alle incredibili vicende legate all'affidamento per la manutenzione delle Case «e', purtroppo, da tempo sotto gli occhi di tutti. Ma l'aspetto piu' deplorevole e', a nostro avviso - prosegue la nota - la profonda iniquita' sociale che emerge da tutta la vicenda e l'indecorosa difesa del sindaco».

La condanna si fonda infatti su quanto previsto dal Regolamento condominiale dei progetti Case e Map approvato dal Comune nel 2011, un atto voluto e votato quindi dalla maggioranza. Nel Regolamento si stabilisce che i morosi di due mensilità, per gli affitti o i consumi, debbano essere sfrattati e perdano ogni altro diritto all'assistenza. Morosi e basta, senza distinzioni tra incapienti, i cosiddetti 'morosi per necessita'', e gli altri che potrebbero pagare ma non lo fanno.

«Con livelli di morosita' di oltre il 50%, a dimostrazione del fatto che l'amministrazione non fosse proprio interessata a riscuotere quanto dovuto, l'ingiustizia e' stata duplice. Infatti - rileva Appello per L'Aquila - sono stati penalizzati quelli che correttamente hanno pagato rispetto agli altri che, pur potendo, non l'hanno fatto e contemporaneamente sono stati messi in pericolo di sfratto quelli che proprio non potevano pagare. Regolamenti attenti alla situazione sociale prevedono invece sanzioni per morosita' protratta per almeno sei mesi (e non solo due) ma soprattutto operano una netta distinzione tra i morosi, escludendo penalita' per i morosi per necessita', quali per esempio quelli che: Abbiano perso il lavoro per licenziamento; abbiano avuto una consistente riduzione dell'orario di lavoro; siano in cassa integrazione ordinaria o straordinaria che ne limiti la capacita' reddituale; non abbiano visto rinnovati contratti a termine o di lavori atipici; abbiano cessato attivita' libero-professionali o di imprese registrate derivanti da cause di forza maggiore; abbiano una malattia grave; abbiano avuto un infortunio o un decesso del componente del nucleo familiare che abbia comportato la consistente riduzione del reddito complessivo. Bastava poco, visto che i criteri enunciati sono quelli stabili da molti regolamenti regionali sull'edilizia popolare».