SCREZI E POLTRONE

Sanità: Pezzopane chiede la testa di Silveri. Il manager: «attenzione a reati penali»

Scontro a distanza tra la senatrice e il manager della Asl

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Sanità: Pezzopane chiede la testa di Silveri. Il manager: «attenzione a reati penali»

Giancarlo Silveri

L’AQUILA. Lo scontro che prosegue da qualche giorno tra la senatrice aquilana del Pd, Stefania Pezzopane, e il direttore generale della Asl provinciale dell'Aquila, Giancarlo Silveri, rischia di finire nelle aule del tribunale.

 La senatrice nei giorni scorsi ha chiesto al governatore Luciano D’Alfonso l'avvicendamento del manager nel rispetto di «una intesa elettorale del centrosinistra fatta con il presidente».

Da quanto affermano alcuni esponenti politici dell’attuale amministrazione regionale, l’invito a dimettersi è stato rivolto più volte a Silveri. Il diretto interessato afferma il contrario, aspetta ancora che figure istituzionali competenti glielo chiedano. Dov’è la verità?
«Non ho nulla di personale contro l’attuale direttore generale- ha assicurato la senatrice- La questione dell’avvicendamento è squisitamente politica ed amministrativa. Il programma e le azioni del centrosinistra in campagna elettorale erano diversi da quelli della giunta Chiodi e degli uomini che Chiodi chiamò per gestire la sanità». 

Insomma per la senatrice del Pd si tratterebbe di un ‘normale’ avvicendamento, nulla di cui scandalizzarsi.

Ma il manager non l’ha presa troppo bene,  risponde per le rime e volano accuse molto gravi: Silveri, confermato fino al 2018 dalla precedente giunta di centrodestra, denuncia infatti l'ingerenza della politica e spiega la presa di posizione della Pezzopane con due motivi: l’assolvimento di uno scambio pre - elettorale 'ti do i voti se cacci il direttore generale della Asl' e per impedire a quest'ultimo di nominare i Direttori di Dipartimento e vari primari". Nel sottolineare che «la parlamentare ha reiterato con vigore, nella sua veste di elettrice e di parlamentare, la richiesta al presidente D'Alfonso di dimissionare il sottoscritto», Silveri, nella nota ricorda la vicenda di un ex direttore generale della asl dell'Aquila, Paolo Menduni (oggi tra i collaboratori di D’Alfonso, ndr), che nella stessa veste in Campania ha denunciato per ingerenze politiche l'ex presidente del consiglio regionale della Campania che è stato poi arrestato.

 LA NOMINA DEI DIRETTORI DI DIPARTIMENTO

«Per quanto riguarda invece il voler impedire che sia io a nominare i direttori di Dipartimento e vari primari, la questione si fa molto più delicata - spiega ancora Silveri - Mi pare di ricordare che, per cose molto più lievi nel campo delle nomine in discorso, anche qualche tempo fa scattarono le manette per un amministratore regionale della Campania».

«Tali nomine infatti – spiega il manager Asl 1 - sono prerogative esclusiva dei direttori generali e qualunque interferenza «può assumere la gravità di reato penale». «Poiché io sono direttore generale nel pieno dei poteri e quindi delle responsabilità che da questi derivano e nel pieno del mio mandato (il mio contratto scade nel gennaio 2018) ho il dovere di procedere alle nomine di figure e organismi all'interno dell'azienda secondo quanto previsto dalle norme e nel pieno rispetto delle mie prerogative», sottolinea.

Da qui la volontà di agire secondo quelle che sono le sue possibilità: «mi sembra pertanto doveroso, visto lo stato delle cose, procedere in questo senso, con ogni possibile rapidità al fine di evitare imbarazzi a figure istituzionali della Regione, che stimo e rispetto, ed anche per scongiurare che possano essere chiamate a rispondere di possibili ipotesi di reato».

 «LA SENATRICE NON PUO’ IGNORARE LE LEGGI»

Il manager va avanti come un treno cercando anche di non coinvolgere D'Alfonso: «Mentre - in quanto elettrice - può ignorare quanto previsto dalle leggi riguardanti le aziende sanitarie, in quanto senatrice dovrebbe conoscere bene le stesse leggi - attacca ancora Silveri -. I casi nei quali un direttore generale può essere rimosso, sono molto ben normati e, allo stato delle cose, non consentono al Presidente della Regione di poter agire nel senso voluto nei miei confronti. Quindi, a meno che io non lo voglia, lo scambio voti contro dimissionamento non può perfezionarsi».

Sulle "eventuali dimissioni", il manager annuncia che, «pur non dovute e sempre se richieste - se ne parlerà dopo».

 «QUALCUNO DICA A SILVERI DI DIMETTERSI»

«Conosco molto bene le leggi e i loro meccanismi», replica Pezzopane, «e, visto che Silveri ha scritto che si dimetterà solo se a chiederlo saranno le competenti figure istituzionali, ho sollecitato i vertici della Regione Abruzzo a fare quanto indicato dallo stesso Silveri e quanto promesso dal Presidente della Regione, non alla mia persona, ma a migliaia e migliaia di elettori, che chiedevano un cambio di passo».

Pezzopane respinge l’accusa di uno scambio elettorale e spiega: «Chiodi chiese le dimissioni dell'allora Direttore Generale Marzetti. Anche a lui il mandato sarebbe scaduto diversi mesi dopo, ma Marzetti si dimise, con grande coerenza. E da quelle dimissioni fu proprio Silveri a beneficiarne. Non ricordo che allora Silveri invocasse la legge a protezione di Marzetti. Se allora il centrodestra non gridò allo scandalo, anzi sostenne l'avvicendamento tra i due, ritenendolo un fatto normale, dal momento che erano cambiate le condizioni e lo scenario politico ai vertici della Regione Abruzzo rileva la senatrice - non vedo il motivo per cui adesso Forza Italia abbia un atteggiamento diverso».

 «ATTEGGIAMENTO RESPONSABILE DAL PRESIDENTE D’ALFONSO»

«Il coinvolgimento del presidente D'Alfonso è stato di cattivo gusto», sostiene però Paolo Federico, consigliere provinciale di Forza Italia. «La Pezzopane lo bacchetta richiamandolo ai suoi compitini, uno dei quali è quello di fare fuori Silveri dalla Asl dell'Aquila. Ci aspettiamo un atteggiamento responsabile da parte del presidente della Regione, che anteponga le esigenze amministrative e di gestione del tema Sanità ai diktat della senatrice».

«L’ammissione della Pezzopane sul fatto che la nomina sia solo una questione politica è sinonimo di un sistema chiuso nelle stanze di palazzo e  lontanissimo dalla necessità dei cittadini», dice invece Gianluca Ranieri del Movimento 5 Stelle.
«Se le responsabilità dell’attuale manager  Giancarlo  Silveri nella mala gestione della Asl  sono palesi», continua il pentastellato, «la Senatrice lo dimostri. Quello che invece è palese  sono i giochi di poltrone che le maggioranze che si susseguono effettuano  come se si stesse giocando una partita a Risiko. Come mai la Pezzopane si infervora tanto sottolineando che la sostituzione della dirigenza Asl sia stata  promessa  in campagna elettorale del Presidente D’Alfonso e non pensa alle tante promesse elettorali disattese di cui la Giunta è responsabile? Perché le priorità sono sempre legate alle poltrone! E queste dichiarazioni della Senatrice abruzzese  ne sono la prova” incalza il consigliere penta stellato».