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Montesilvano. Commissione d’inchiesta sui debiti, «presidenza alla stampella di Maragno»

Il M5S contesta la nomina di Gabriele Di Stefano

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Montesilvano. Commissione d’inchiesta sui debiti, «presidenza alla stampella di Maragno»

MONTESILVANO. La maggioranza di governo avrebbe tentato di ostacolare l’istituzione della commissione d’inchiesta sui debiti del Comune di Montesilvano.

Ne è certo il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Manuel Anelli, che spiega: «non lo hanno fatto apertamente perché sarebbe una porcata troppo grande verso i cittadini di Montesilvano».

Ma questa mattina durante la prima seduta finalizzata ad eleggere il presidente di Commissione, proprio la maggioranza ha fatto istanza di sospensione della stessa, rimandando a data da destinarsi la discussione. «Tutta l’opposizione», racconta Anelli, «ha votato compatta contro la sospensione». Grazie a qualche indeciso della maggioranza è stato evitato il rinvio.

Il M5S, avendo già la commissione di Vigilanza e Garanzia, ha ritenuto di lasciare ad altri gruppi di opposizione il compito di presiedere formalmente la commissione di Indagine, benché la proposta di istituirla sia venuta direttamente da loro.

A questo punto, tutte le forze di opposizione, compreso il M5S, hanno proposto l’ex consigliere comunale di maggioranza, Anthony Aliano, oggi nel neo gruppo di Ri(e)voluzione con Manola Musa, come presidente di Commissione, così da destare i primi malumori in maggioranza.

«La commissione d’inchiesta è giusto che sia presieduta dalla minoranza», insiste Anelli, «per evitare eventuali sabotaggi da parte della maggioranza. Però, solo dopo, è accaduto il peggio».

La capogruppo di Forza Italia, Deborah Comardi, ha proposto il consigliere Gabriele di Stefano, «di fatto consegnando la commissione alla maggioranza», sostiene il grillino. «Dopo alcune discussioni hanno deciso imperterriti di affidare una commissione così sensibile ad una stampella della maggioranza di Maragno». Gabriele di Stefano, ex PD ora gruppo Misto, ha infatti deciso di appoggiare da diversi mesi l’amministrazione Maragno. Dopo la votazione del presidente la minoranza è uscita dall’aula e non ha partecipato alla votazione del Vice Presidente.

«La stampella che tiene su questa maggioranza», continua Anelli, «convocherà e gestirà una commissione che la maggioranza vuole chiaramente far finire in un vicolo cieco. Se, il sindaco Maragno od il presidente del Consiglio Di Pasquale, vogliono far affondare questa commissione di indagine lo dicano chiaramente e con coerenza di fronte ai nostri datori di lavoro, i cittadini. Rimaniamo allibiti non solo da questo atteggiamento, ma anche dalle minacce di far mancare il numero legale nelle varie commissioni di indagine. Ma a che gioco stanno giocando? Forse non alletta ai consiglieri che la commissione sia, su volontà del M5S, gratuita e senza gettoni di presenza? Forse, con questa commissione sui debiti e conti del comune, abbiamo toccato dei nervi scoperti e qualcuno teme che si metta il naso nei bilanci passati?»