COSTO DELLA POLITICA

Tortoreto, sindaco e giunta dicono no al taglio delle indennità

La proposta era arriva da parte dei consiglieri di minoranza

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TORTORETO




TORTORETO. Nel Consiglio Comunale di mercoledì scorso, richiesto dal gruppo consiliare "Tortoreto nel Cuore"(Pd, Pdci) e dal Movimento 5 Stelle, la maggioranza di centrodestra capitanata dal sindaco Richi, ha detto no alla riduzione delle indennità.
«Noi gruppi di minoranza», spiegano i consiglieri di Tortoreto nel cuore, «abbiamo proposto l'istituzione di una commissione speciale sul sociale e sul lavoro, che potesse essere strumento di monitoraggio delle problematiche e al contempo luogo di proposte. Il tutto collegato ad un fondo sociale di emergenza per i cittadini più colpiti, finanziato dalla riduzione delle indennità di sindaco e assessori, oltre che dal gettone di presenza di tutti i Consiglieri Comunali».
Ma la maggioranza di destra ha rifiutato queste proposte: «ha votato compatta contro la nostra proposta, e mostrando posizioni di un becero conservatorismo senza nessuna attenzione per le categorie sociali più in difficoltà. Avevamo avuto modo di sperimentare in altre occasioni, ad esempio la questione depuratore, come la Giunta Richi sembra attuare politiche a favore degli interessi di pochi a discapito della comunità, ma non sapevamo che arrivassero tanto. Quando si tocca il portafoglio si chiudono a riccio, altro che bene comune».
Ma i consiglieri denunciano anche «la pratica ormai consolidata» della maggioranza di non mettere a disposizione delle opposizioni i documenti e i materiali necessari ad approfondire gli argomenti che si dibattono in Consiglio comunale. «Succede sempre e ad ogni richiesta di spiegazione ci si trincera dietro un “non so… la prossima volta andrà meglio….che cosa strana….”», riferiscono i consiglieri di opposizione.
«E’ un atteggiamento inqualificabile, sprezzante di ogni regola democratica, irrispettoso verso le minoranze e verso i cittadini, perché impedisce il dibattito democratico mozzandolo all’origine, e mostra una cultura ducesca, sofferente di critiche e dialogo. Una cultura che noi contrasteremo sempre».