INTERROGATIVI

Nuove norme per i pescatori: «ma il porto di Pescara è agibile?»

I quesiti di Sospiri anche inerenti il dragaggio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1006

pescatori porto fiume dragaggio



PESCARA. Il Gruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo chiede di sapere quali siano le effettive condizioni attuali del porto canale di Pescara, ovvero quale sia la reale profondita' dei fondali e il pescaggio consentito.
A porre l'interrogativo e' il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri il quale ha spiegato che ieri e' stata pubblicata una nuova ordinanza con la quale la Capitaneria di Porto ha inteso 'regolamentare le operazioni di ingresso e di uscita dal porto delle unita' da pesca'.
Forza Italia vuole spiegazioni dal Governatore D'Alfonso, dal sindaco Alessandrini e dalla Capitaneria di Porto, perché le nuove regole vengono varate proprio in riferimento alla 'situazione batimetrica' e alla 'conformazione del porto canale'.
«In sostanza, oggi il nostro porto e' agibile? E a che punto e' il dragaggio?».

 Nella sostanza, con il documento si va a ordinare ai pescatori il rispetto di specifici orari per la ripresa dell'attivita', quindi per l'uscita in mare, dopo i giorni festivi e quelli di riposo. Norme, in realta', che gia' sono note ai pescatori, in quanto previste non in un'ordinanza, ma nei decreti legge che disciplinano tale settore, legge che e' sovraordinata rispetto a qualunque altro dispositivo, e dunque «non si comprende la necessita' di ribadirlo attraverso un'ordinanza».
 Ma a preoccupare non e' tanto il dispositivo finale del documento, quanto le premesse dello stesso, ovvero quando la Capitaneria fa riferimento a una precedente ordinanza, datata 22 aprile 2015, 'inerente l'attuale situazione batimetrica del porto di Pescara', ordinanza che Forza Italia dice di non abbiamo rintracciato tra le pubblicazioni del Comune di Pescara.

E poi ancora quando la Capitaneria, di nuovo scrive, «ritenuto opportuno disciplinare l'ordinato svolgimento delle operazioni di ormeggio e disormeggio, nonche' di ingresso/uscita dal porto delle unita' che svolgono l'attivita' di pesca a strascico e a circuizione, rese particolarmente difficili a causa della conformazione del porto canale stesso che, nei ridotti spazi disponibili, permette il transito di un'unita' per volta; e considerato che le batimetrie del porto di Pescara sono soggette a continue riduzioni determinate dalle caratteristiche morfologiche dello scalo, realizzato alla foce del fiume Pescara/Aterno'».
«Ora - ha aggiunto Sospiri -: dall'ordinanza non si capiscono le novita' che avrebbero motivato un dispositivo che 'organizza' cio' che e' gia' disciplinato dalla legge, facendo sollevare degli interrogativi. A questo punto riteniamo che un momento di chiarezza sia necessario anche per tranquillizzare quegli imprenditori e quelle famiglie che vivono dell'attivita' generata dal nostro porto»