URBANISTICA

Contratto quartiere Giulianova, Mercante: «vantaggi al privato, sindaco dica la verità»

Ancora polemiche dopo l’approvazione in Consiglio regionale

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Contratto quartiere Giulianova, Mercante: «vantaggi al privato, sindaco dica la verità»

Riccardo Mercante




GIULIANOVA. «Sono rimasto esterrefatto dal trionfalismo del sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, sull’approvazione della variante al contratto di quartiere dell’Annunziata. Il sindaco persevera nell’improbabile tentativo di far credere che un’opera, chiaramente progettata nell’interesse di pochi privati, possa rappresentare, al contrario, un vantaggio per il nostro territorio».
Queste le parole del capogruppo del M5S in Regione, Riccardo Mercante, dopo l’approvazione, da parte del Consiglio regionale, della variante al piano paesistico regionale in accoglimento delle modifiche proposte dalla amministrazione comunale di Giulianova.

Proprio dopo il via libera (che adesso dovrà essere ratificato anche in Consiglio comunale) il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo, ha annunciato che vuole vederci chiaro e invierà gli atti alla procura.
L’area in questione faceva parte della riserva del Borsacchio ma il Comune di Giulianova ha ottenuto nel 2012 una riperimetrazione che, di fatto, ha estromesso la parte sud di Giulianova dalla riserva. L'amministrazione comunale in cambio della cessione di una parte di parco Annunziata, aveva concesso ai privati il cambio di destinazione d'uso (da turistico-ricettivo a residenziale) della porzione di terreno a ovest del parcheggio del lungomare Rodi.
Adesso il progetto prevede, rispetto alla previsione iniziale, la delocalizzazione, come richiesto dal comitato dei cittadini dell'Annunziata, e circa il 20% in meno dei volumi da edificare. Ma per i 5 Stelle e Forza Italia ci sarebbe una forte sproporzione tutta a vantaggio del privato e un danno paesaggistico per la città.
Dunque se per il sindaco Francesco Mastromauro «è finita una epopea», nei fatti il caso sembra tutt’altro che concluso.

«DOVEVA ESSERE UNA RIQUALIFICAZIONE URBANA»
«Il contratto di quartiere dell’Annunziata – ha spiegato Mercante che già in aula aveva espresso tutte le proprie perplessità– era stato elaborato, originariamente, come opera destinata alla riqualificazione di un’area urbana di grande rilevanza e densamente popolata, attraverso il recupero di numerosi alloggi di edilizia residenziale pubblica, la realizzazione di interventi di ammodernamento e ristrutturazione, il miglioramento della rete stradale e la sistemazione di ampie zone a verde pubblico».
Poi, secondo il grillino, l’amministrazione comunale «non lungimirante» avrebbe completamente stravolto le finalità del progetto iniziale, «con la scellerata idea della riperimetrazione della riserva naturale del Borsacchio, con l’assegnazione ai privati della porzione di terreno ad ovest del parcheggio del lungomare Rodi ed il conseguente cambio di destinazione d’uso di tale area da ricettivo-turistico a residenziale, con la concessione per 30 anni, in comodato d’uso gratuito, sempre ad imprenditori privati, di una porzione di parco di 1000 mq per far fronte ad una richiesta risarcitoria di soli 21.000 euro».
E per Mercante sarebbero diveri i «nodi venuti al pettine»: «svalutazione dell’intera area che viene a perdere la sua tradizionale vocazione turistico- ambientale, vantaggi economici per gli imprenditori privati derivanti dall’uso di parte del parco come parcheggio, e dal maggior valore delle nuove strutture che verranno costruite fronte mare. Vantaggi che non possono essere assolutamente compensati, come vuole far credere il sindaco di Giulianova, dalla riduzione del 20% delle volumetrie delle nuove palazzine che avranno, comunque, un impatto devastante in un’area che avrebbe dovuto essere destinata a ben altri scopi».
La stessa Soprintendenza tra l’altro, estromessa dalla amministrazione comunale di Giulianova dall’intero iter procedurale, ha espresso forti dubbi sulla possibilità che un’area dalle forti valenze paesaggistiche ed ambientali possa essere migliorata attraverso la costruzione di nuove strutture ricettive e residenziali.
«Il sindaco di Giulianova – ha concluso Mercante – piuttosto che esprimere valutazioni insensate sul comportamento altrui, dovrebbe preoccuparsi di spiegare tutto questo ai cittadini, dicendo loro la verità, senza sottacere neppure che tra i soggetti coinvolti nel progetto figura anche la Cpl Concordia, società da alcune settimane al cento delle cronache giudiziarie».

MASTROMAURO: «DOPO ANNI DI ATTESE UNA RISPOSTA CONCRETA»

«C'è la verità di Mercante e la verità-vera. 8.000 mq. di verde in più per il parco. Nessuna cementificazione, né impatto devastante, né sanatoria».

Il sindaco Francesco Mastromauro replica al consigliere regionale dei 5 Stelle Riccardo Mercante.

«Nessun trionfalismo da parte mia ma esultanza si. La differenza, non colta da Mercante, è assai rilevante. E si giustifica con il fatto che – afferma il sindaco - siamo arrivati a soluzione dopo vicende annose iniziate quando c'era ancora la lira. La mia esultanza è invece grandissima soddisfazione per quei 1.500 residenti del quartiere, anni fa costituitisi in comitato, che finalmente, dopo quasi un ventennio di attesa, hanno ricevuto una risposta concreta e soddisfacente dalla politica. Non certo quella affezionata alle visioni apocalittiche e disfattistiche, né agli atteggiamenti pregiudiziali e fatti di sospetto. Sanno, i residenti, che rispetto alla verità di Mercante ce n'è un'altra. E sono gli 8.000 metri quadrati di verde che otterranno in aggiunta all'attuale parco, con la Variante, diversamente da quanto previsto prima. Altro che cementificazione. E sanno anche che nessun impatto ci sarà grazie alla diminuzione del 20% delle volumetrie delle palazzine, peraltro delocalizzate e ridotte da tre a due piani. Dov'è l'impatto devastante di cui parla Mercante? Ma di quale speculazione parla? E secondo lui questo svaluterebbe il quartiere? Caro consigliere, ciò che balzerà agli occhi dei diretti interessati, cioè i residenti, non sarà certo il suo affresco dipinto a tinte fosche. La verità targata 5 Stelle – prosegue il sindaco - è altra cosa dalla verità-vera. E bisognerebbe avere l'onestà di dire che la concessione dell’area al TAM-TAM deriva da un ristoro dovuto in conseguenza dei danni arrecati dal depuratore dell’Annunziata delocalizzato proprio grazie al Contratto di Quartiere. Aggiungendo poi che le costruzioni sono state realizzate in conformità alla variante al Piano Paesistico Regionale approvato dal Consiglio Regionale nel 2000. Altro che sanatoria generalizzata».

ACCORDO CON CPL CONCORDIA RISOLTO NEL 2014

Quanto alla CPL Concordia «si fa finta di non sapere che le convenzioni e lo schema di accordo tra CPL Concordia, ATER e Comune per la realizzazione del teleriscaldamento nel quartiere, vennero approvati con delibera del consiglio comunale n. 107 del 12 novembre 2003, cui seguì la delibera sempre di consiglio del 12 agosto 2008 e la sottoscrizione del contratto il 26 novembre del 2009. Ma lo scorso anno il Comune e la CPL Concordia hanno deciso concordemente la risoluzione del contratto per procedere a quanto previsto nel Contratto di Quartiere con soluzioni aggiornate all’evoluzione della tecnica e della tecnologia. E ciò con il previo assenso del Ministero competente. Se poi il consigliere Mercante, nonostante tutto, persiste a ritenere che l'approvazione da parte del Consiglio regionale rappresenti un provvedimento scellerato, beh – conclude Mastromauro - io non voglio né posso farci niente. Ma è chiaro che si tratta non di verità assoluta ma di un suo punto di vista. Peraltro espresso con parole così simili, e in taluni casi identiche rispetto a quelle pronunciate tempo fa da Franco Arboretti, da legittimare più di un sospetto».