LA CONTESTAZIONE

Atessa, Forza Nuova contro Legnini: «prima di venire in città ci chieda scusa»

Sabato prossimo il vice presidente del Csm sarà in Abruzzo

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Atessa, Forza Nuova contro Legnini: «prima di venire in città ci chieda scusa»

ATESSA. Il 16 maggio prossimo sarà ad Atessa, ospite dell'Anpi, il senatore Giovanni Legnini, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura.
L’Associazione nazionale partigiani ha infatti organizzato un incontro per presentare il volume ‘L’Arte del Conflitto, politica e potere da Machiavelli a Canetti’ di Antonio De Simone. Oltre a Legnini parteciperanno anche l’autore. Ma è sulla presenza del numero due del Cms che si focalizza la sezione di Forza Nuova di Atessa.
«Ci auguriamo che prima di giungere nella nostra città Legnini abbia la delicatezza di inviare una lettera o un telegramma al sindaco di Atessa chiedendo scusa alla cittadinanza per quanto scritto otto anni fa».
Il partito di estrema destra, infatti, non ha ancora digerito una interrogazione che l’allora parlamentare rivolse ai Ministri dell'Interno e della Giustizia nel settembre 2007 «sulla quale furono riportate una serie di falsità sulla sezione locale di Forza Nuova facendo passare Atessa come una città del far west».
Legnini riferì di scontri tra giovani e di segnalazioni di cittadini riguardanti esponenti di Forza nuova «che girano di notte nelle vie del centro storico di Atessa, muniti di armi improprie».
«I nomi degli autori delle azioni criminali riportate sono di dominio pubblico», aggiunse chiedendo ai ministri competenti di sapere se risultassero «iniziative intraprese dalle Forze dell'ordine e dall'autorità giudiziaria fino a questo momento al fine di individuare e perseguire i responsabili dei suddetti comportamenti illeciti e per quali motivi simili episodi di violenza e di sopraffazione continuino a ripetersi, restando impuniti».
«Da un decennio», commentano oggi gli esponenti di Forza Nuova, della sezione "Nanni de Angelis", «Legnini è parlamentare del Partito Democratico, è stato sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Letta e Sottosegretario di Stato all'Economia e Finanze durante il governo Renzi; nella sua ascesa ha collezionato incarichi in diverse Commissioni parlamentari». E’ «un uomo al servizio del Sistema, premiato per la sua fedeltà al partito e alle istituzione e non di certo per l'amore dimostrato verso i suoi elettori e la sua regione, complice dei governi - non eletti dal popolo ma scelti dai poteri forti antinazionali - fautori dei tagli alla sanità, alle scuole, alle università, alla sicurezza, allo stato sociale, dell'aumento della disoccupazione e povertà, dei suicidi di imprenditori e lavoratori, dell'emigrazione dei giovani italiani, dell'importazione e protezione di delinquenti africani ed asiatici, dello stupro del territorio».