LA PROTESTA

‘Casa delle associazioni’ a Montesilvano. Pd protesta: «disagi per gli anziani»

Accorpamento in vista e rischio chiusura per i centri sociali della città

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COMUNE DI MONTESILVANO




MONTESILVANO. Un censimento sul territorio di due immobili, uno in grado di ospitare i centri sociali per anziani presenti a Montesilvano e uno da adibire a casa delle associazioni. È questo il senso di una delibera licenziata dalla Giunta Maragno. «Abbiamo scelto – ha spiegato l’assessore all’associazionismo, Maria Rosaria Parlione – di verificare, mediante una indagine esplorativa, la disponibilità in città di locali in grado di divenire luoghi di aggregazione per diverse fasce d’età. L’ottica che ci ha spinto è quella della ottimizzazione degli spazi e della razionalizzazione delle risorse a disposizione del Comune».
Il Comune di Montesilvano ad oggi paga un affitto mensile di circa 750 € per la locazione dell’immobile che ospita il centro sociale per anziani in via Napoli; 1.200 € circa al mese vengono spesi per il locale in via Lago di Bomba, sede di un secondo centro sociale; mentre ammonta a 1000 euro mensili il contratto di locazione dell’immobile in via Antonelli acquisito dall’Azienda Speciale. Il locale, oggetto di indagine che dovrà ospitare i centri sociali dovrà avere una superficie di circa 200-300 mq, mentre la casa delle associazioni di circa 200-400 mq.
Ma secondo gli esponenti del Partito Democratico, Romina Di Costanzo, Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio la «maldestra intenzione» della giunta Maragno sarebbe in realtà quella di «accorpare in un unico immobile i centri sociali dislocati su tutto il territorio comunale scegliendo di penalizzare proprio una delle categorie sociali più indifese e bisognose, quella degli anziani». 

Il Partito Democratico fa proprie le preoccupazioni del presidente dell’Associazione Culturale “Vita di Quartiere”, Pasquale Barilone, in merito al rischio della chiusura dei Centri Sociali per Anziani di via Napoli Villa Verrocchio, via Antonelli e via Lago di Bomba.
«E’ indubbio che il particolare contesto urbano cittadino, altamente frammentato, e la carenza storica di aree di aggregazione, impongano la necessità di una dislocazione capillare dei centri sociali, il cui numero oggi è già insufficiente rispetto alla popolazione complessiva», dicono dal Pd.
Stando ai dati ISTAT 2014 per Montesilvano si stima un indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra il numero degli ultrassessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni) di 114,3 ovvero 114,3 anziani ogni 100 giovani, dunque un parte molto rappresentativa della popolazione, che necessita semmai di una capillarizzazione dei centri.
«Di certo un accorpamento in un'unica struttura», continuano gli esponenti del Pd, «può funzionare per poli tematici indirizzati ad un target anagraficamente giovane e autosufficiente, ma non certo è auspicabile ad una fascia di popolazione che di per sé è legata alle proprie abitudini, ha difficoltà o addirittura non autonomia di spostamento , e nei cui confronti si dovrebbe avere una maggiore attenzione, per evitare lo sradicamento dal quartiere di appartenenza con il rischio, nell’impossibilità di raggiungimento del centro, di solitudine e isolamento». Il Partito Democratico annuncia che si farà portavoce in Consiglio Comunale di questa istanza «che mina la qualità di vita di una fetta importante della nostra comunità, oltre a chiedere trasparenza sulle modalità di valutazione dei criteri adottati nell’indagine esplorativa per il reperimento dei locali idonei».