SANITA'

Chieti: «Chirurgia vascolare ridimensionata. Anzi no»

Vedute differenti Di Primio-Febbo sulla qualità delle prestazioni

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Chieti: «Chirurgia vascolare ridimensionata. Anzi no»

CHIETI. «La Chirurgia vascolare del SS. Annunziata va potenziata e non ridimensionata a differenza delle strategie messe in atto fino ad oggi» scrive Umberto Di Primio, sindaco di Chieti, al presidente Luciano D’Alfonso ed alla Asl di Chieti.
La lettera del primo cittadino così continua: «per garantire le alte prestazioni garantite fino ad oggi alla collettività da questo reparto, pur in condizioni difficili, basta solo un medico in più».
 Infatti la Asl di Chieti ha deciso che - essendo troppo oneroso tenere aperte più sale operatorie per l’emergenza in questo settore – nei fine settimana e di notte i pazienti bisognosi di questi interventi verranno trasportati a Pescara.

Dunque proprio alla vigilia dell’inaugurazione della nuova sede della Cardiochirurgia – o meglio del Dipartimento cuore, che racchiude anche la Chirurgia vascolare – si registra a sorpresa questa preoccupazione del sindaco per il ridimensionamento dell’ospedale di Chieti.
La sorpresa, però, dipende non tanto dalla difesa dell’ospedale, che negli scorsi anni è sempre stata a corrente alternata da parte di centrodestra e centrosinistra, quanto dalla difformità di vedute tra lo stesso Di Primio e l’ex assessore Mauro Febbo. Quest’ultimo è stato sempre uno strenuo difensore della nuova Cardiochirurgia di Chieti ed ha sempre contestato chi ha criticato il depotenziamento di questo reparto. Non più di pochi giorni fa, proprio lo stesso Febbo ha voluto rivendicare «un innalzamento» delle prestazioni sanitarie in generale in tutto l’Abruzzo, ivi comprendendo anche questo Dipartimento ed il SS. Annunziata in generale: «una realtà innegabile che qualcuno fatica a digerire».

 Al di là della contrapposizione Di Primio –Febbo, il problema posto dal sindaco di Chieti è figlio proprio delle politiche ragionieristiche che hanno certamente prodotto il risanamento dei conti in sanità – un merito che nessuno nega a Chiodi – ma hanno trascurato le ricadute in termini di servizi e di personale.
In questo caso la Chirurgia vascolare viene ridimensionata proprio perché con i tetti di spesa attuali e con la carenza di personale, la Asl non riesce a far fronte a tutti i suoi obblighi. Perché il problema è più ampio di una disputa interna al centrodestra tra due posizioni diverse e riguarda la sostenibilità del sistema universitario da parte della Asl di Chieti. In sostanza da tempo (la prima indagine interna sui costi delle varie cliniche universitarie e dei reparti ospedalieri risale al manager Mario Maresca) è abbastanza chiaro che chi spende di più e guadagna di meno sono proprio i reparti a guida universitaria. E questo mette in crisi i conti e fa prevedere o qualche divorzio con la d’Annunzio o comunque una modifica della convenzione che regola i rapporti tra le due istituzioni.

Sebastiano Calella