Immigrati: Di Primio dice no ad accoglienza in Istituti Riuniti: «inaccettabile»

Contratio anche Febo: «altre priorità per quella struttura»

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Immigrati: Di Primio dice no ad accoglienza in Istituti Riuniti: «inaccettabile»




CHIETI. «L’'idea di ospitare degli immigrati negli Istituti Riuniti San Giovanni Battista di Chieti e' una idea assolutamente inaccoglibile ed inaccettabile. Non vi e' alcuna ragione economica che regga, ne' ragione umanitaria che possa essere accampata».
Ne è certo il sindaco d Chieti, Umberto Di Primio, che ieri ha espresso chiara e netta la sua opinione a margine dell'assemblea sindacale indetta dal segretario provinciale della Diccap-Confsal Chieti, Smeraldo Ricciuti, presso gli Istituti Riuniti San Giovanni Battista, avente ad oggetto la discussione del mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori delle Case di Riposo, il bando di gara indetto dalla Regione per l'affidamento del servizio di accoglienza in favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e l'esito del tavolo tecnico prefettizio.
Nei giorni scorsi la prefettura di Chieti ha pubblicato un bando per cercare strutture disposte ad ospitare i profughi ai quali assicurare tutta una serie di servizi: il vitto, l'alloggio, la mediazione linguistica, l'informazione, il primo orientamento all'assistenza alla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, il servizio di pulizia, la fornitura della biancheria e l'abbigliamento adeguato alla stagione, prodotti per l'igiene personale, un pocket money di 2.50 euro al giorno a persona, e una tessera o ricarica telefonica di 15 euro all'ingresso.

L’Organismo straordinario degli Istituti riuniti di Assistenza "San Giovanni Battista" (specializzato nel ruolo di assistenza per disabili, inabili e persone anziane) ha risposto alla procedura aperta. Il Cda ha dunque dato la propria disponibilità ad accogliere 30 cittadini stranieri nella propria sede in piazza Garibaldi.
«Non sono contrario all'ospitalita' di cittadini stranieri - ha osservato il primo cittadino - ma e' evidente che offrire oggi vitto e alloggio a degli immigrati nella struttura di via dei Cappuccini, a pochi metri dalla scuola di via Arniense ed in pieno centro, sarebbe una condizione non soltanto inaccettabile per la citta' ma anche per gli stessi immigrati. Dobbiamo quindi assolutamente evitare che cio' possa avvenire. Piuttosto, il commissario dell'ex Ipab pensi ad utilizzare altre strutture presenti a Chieti piu' utili alla causa, come, ad esempio, Villa degli Ulivi suggerita anche al Prefetto. Inoltre - ha proseguito il sindaco - non riesco a dissipare l'altro grosso timore che ho a riguardo, ravvisabile nella logica puramente economica del centrosinistra regionale secondo la quale sarebbe piu' conveniente collocare in questa struttura degli immigrati piuttosto che degli anziani. Una logica assurda, che evidenzia come l'interesse sia quello di cacciare gli ospiti attualmente domiciliati presso la struttura e creare nel cuore della citta' di Chieti un centro di prima accoglienza. Recubini, D'Alfonso e il Pd facciano scelte di questo genere la' dove governano ma non a Chieti», ha detto infine Di Primio.

E anche il rivale di Di Primio alle prossime elezioni comunali Luigi Fevo si dice «assolutamente in disaccordo» con la scelta di far partecipare la struttura ad un bando per ospitare rifugiati politici.
«Può anche essere comprensibile sotto il profilo economico», spiega Febo, «in quanto l'ente necessita di potenziamenti e si trova in una situazione precaria con un buco di circa 800mila euro, a cui si deve aggiungere la perdita di diversi posti letto, come è avvenuto con la sede "Villa degli Ulivi", ma la sua destinazione è prettamente assistenziale. Per questo motivo, volendo e potendomene occupare da primo cittadino, sicuro dell'appoggio da parte del governo di Luciano D'Alfonso, la struttura sono certo potrà tornare ad essere un punto di riferimento nel suo settore sia a livello provinciale che per tutta l'area metropolitana con la qualità assistenziale garantita in RSA, RA e RADA, riaprendo anche nel più breve tempo possibile la sede dislocata chiuso dal centrodestra cittadino e regionale».