TAGLI E POLEMICHE

Punti nascita, arriva il cronoprogramma per gli interventi

Le Asl chiamate alle proposte, mentre infuriano polemiche

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Punti nascita, arriva il cronoprogramma per gli interventi

Nuova sala parto a Sant'Omero

ABRUZZO. Sulla rete dei Punti nascita da razionalizzare, cioè attrezzando il parto in sicurezza per il bambino e per la mamma, c’è un pericolo da evitare: utilizzare l’argomento per polemiche politiche vuote, senza aggiungere una proposta sui problemi che esistono anche negli 8 Punti destinati a salvarsi. Il che serve ad oscurare le iniziative e le novità che su questo argomento ci sono state in assessorato regionale. Infatti in una settimana le singole Asl dovranno redigere un crono programma per attivare il progetto sui Punti nascita che – non va dimenticato – è una delle inadempienze del Piano di rientro dai debiti che blocca la fine del commissariamento. Infatti mercoledì l’assessore regionale Silvio Paolucci ha incontrato i quattro manager delle Asl, il Comitato del percorso nascita ed i responsabili dei Dipartimenti materno-infantili e li ha sollecitati a presentare entro una settimana le loro iniziative per attivare tutti i requisiti necessari previsti dalla normativa nazionale (che non riguarda solo la soglia dei 500 parti nell’ultimo anno, parametro che va rispettato negli ultimi tre anni).

E mentre Giancarlo Silveri per L’Aquila si è fatto trovare abbastanza preparato, e così anche Francesco Zavattaro – accompagnato dal professor Francesco Chiarelli – per la Asl di Chieti, che hanno presentato una bozza di programma, sia Claudio D’Amario per Pescara che Roberto Fagnano per Teramo sono sembrati un pò in difficoltà rispetto alle iniziative intraprese.

Infatti Paolucci ha ricordato che il problema dei Punti nascita va avanti almeno dal 2010 (sub commissario Giovanna Baraldi) ed ha conosciuto diversi altri decreti nel 2011 e successivamente, senza che le Asl abbiano adempiuto ai loro obblighi sulle sale parto, sul trasporto mamme e bambino, sul personale delle neonatologie e così via. E’ mancata cioè una programmazione che – se partita in tempo – avrebbe evitato i ritardi che Roma rimprovera all’Abruzzo, definendole inadempienze del precedente commissario.

LE AMNESIE DELLA POLITICA SULLE SCELTE DEI TECNICI

Infatti se solo si tenesse a mente il documento della Commissione tecnica del Percorso nascita (anche quello che ha operato sotto Chiodi, che era giunto alle stesse conclusioni) sarebbe evidente che il risultato finale della riorganizzazione complessiva arriva dopo un percorso a tappe che va dalla ristrutturazione delle sale parto esistenti, alla presenza in servizio di ginecologi ed anestesisti (quindi non solo reperibili), al funzionamento delle neonatologie, al trasporto materno ed infantile da attivare sul territorio. Allora ci si aspetterebbe da maggioranza ed opposizione in Consiglio regionale un atteggiamento diverso dalle polemiche, che sono chiacchiere e non proposte. Come ci si aspetterebbe l’intervento di qualche voce femminile in questo dibattito che finora è stato solo maschile, come se parlassero di prostata solo le donne. Insomma c’è tutta l’impressione che si cerchi di “buttare in caciara politica” i Punti nascita, perché se ne ha una conoscenza superficiale. Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo cercano di coinvolgere Zuccatelli in un dibattito politico, che il sub commissario rifiuta essendo il suo solo un ruolo tecnico e di supporto, prima a Chiodi e poi a D’Alfonso come commissari. Ma soffrono di amnesia, perché erano in maggioranza ed hanno vissuto tutto l’iter dei Punti nascita di allora, quando Chiodi non firmò il decreto per 9 Punti da salvare, da 8 che erano secondo la commissione tecnica a suo tempo istituita.

E’ stupefacente che Sospiri e Febbo attacchino il sub commissario attuale, dimenticando che è stato proprio Zuccatelli a “salvare” Sulmona, inserendo questo Punto nascita tra quelli da salvare, proprio per le difficili condizioni orografiche di quel territorio e le relative difficoltà viarie.

E che quindi è stato proprio il centrodestra, che ha richiesto una nuova Commissione tecnica, a fare la frittata di cancellare l’ospedale di Sulmona. Infatti i tecnici – anche se saranno chiamati altre volte – decideranno solo e sempre 8 Punti nascita, perché partono solo da una valutazione dei requisiti e non dalla convenienza politica a fare chiasso. Tutto deciso dunque e nessuna deroga? Servirà una settimana per saperlo. Quello che sembra chiaro è che i manager sono stati chiamati a fare i compiti a casa, cioè a programmare per tempo sicurezza e standard assistenziali. Che poi qualcuno ricordi che i Punti nascita da salvare (gestione Baraldi) erano addirittura solo 7 non guasterebbe,  così come sarebbe da seguire l’esempio dell’ospedale di Sant’Omero che ha programmato per tempo nuove attrezzature e nuove sale parto e si è salvato.

Sebastiano Calella