Farmacia comunale Montesilvano, Consiglio dice sì all’affidamento al privato

La minoranza protesta: «paradossale leggerezza»

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Farmacia comunale Montesilvano, Consiglio  dice sì all’affidamento al privato

La protesta dei 5S

MONTESILVANO. Dopo 16 ore di Consiglio comunale la maggioranza Maragno ha votato per l'affidamento al privato della farmacia comunale.
Nessuna sorpresa perché la strada che il centrodestra era intenzionata a percorrere, nonostante le proteste della minoranza, era chiara da mesi.

Il Consiglio si è concluso poco prima dell’una di questa mattina. L’ok alla delibera è arrivata con 12 voti a favore, 8 contrari.
La gestione della farmacia, la cui proprietà resterà del Comune, verrà dunque data in concessione a privati che verranno individuati mediante una procedura ad evidenza pubblica. Secondo quanto deliberato, le parti stipuleranno un contratto nel quale verranno conservati i contratti di lavoro del personale per l’intera durata del rapporto concessorio.
Soddisfatto il vicesindaco Ottavio De Martinis, che ha illustrato all’assise i contenuti della delibera. «L’importanza di questa delibera è stata ampiamente dimostrata dalla passione con la quale la politica montesilvanese ha partecipato a questo dibattito. Questa delibera, nata con l’obiettivo di contribuire al risanamento delle casse comunali, porterà all’avvio di una procedura, sulla stregua delle esperienze maturate di tanti Comuni italiani che hanno ottenuto risultati positivi dalla esternalizzazione delle loro farmacie,  per individuare un privato che voglia concorrere a rilanciare il ruolo della farmacia comunale riportandola alla volontà dei fondatori come finanziatrice dei servizi sociali della Città. Confermo, come ho già detto ieri in sede di Consiglio Comunale, la disponibilità di questa Amministrazione a sottoporre al confronto della commissione competente tutti gli atti successivi che accompagneranno l’iter per l’affidamento in concessione della gestione della Farmacia Comunale».
I consiglieri hanno provveduto anche a votare lo scorporamento della delibera iniziale, nella quale era contenuta la modifica circa il servizio di trasporto diversamente abili, in ambito scolastico o extrascolastico, ad oggi di competenza dell'Azienda Speciale, che potrebbe essere ceduto a soggetti di terzo settore. La seconda delibera ha incassato il voto favorevole dell’unanimità dell’assise.

OPPOSIZIONI PROTESTANO
 Il Pd parla di  «paradossale leggerezza e irragionevolezza con la quale la maggioranza dell’assise consiliare si è apprestata a liquidare una delibera che pone temi così complessi per l’interesse della collettività».
«La stessa determinazione nel portare a termine la delibera», sostengono i consiglieri comunali del Pd Pietro Gabriele, Romina di Costanzo e Feliciano D’Ignazio, «non c’è stata nel valutare adeguatamente valide strategie di miglioramento logistico, organizzativo e gestionale, per superare l’empasse finanziario, al quale si è preferito anteporre il sensazionalismo ad un oculato ripianamento, anziché avviare appropriate interlocuzioni con gli enti preposti».
I due esponenti del Partito Democratico citano poi le parole della dirigente Stefania Melena, del Dipartimento per la Salute ed il Welfare, che si occupa del Servizio Assistenza Farmaceutica e Trasfusionale a livello regionale, che ha evidenziato la sussistenza di un vuoto normativo circa la possibilità di ricorrere per il servizio di gestione delle farmacie comunali, al regime concessorio a terzi.
«Difatti», fanno notare  Gabriele, Di Costanzo e D’Ignazio, «diversi sono i pronuniciamenti giurisprudenziali in materia del tutto antitetici, che hanno portato la stessa Regione, lo scorso febbraio, alla richiesta di un parere legale all’Avvocatura generale dello Stato, il quale non si è ancora pronunciato in materia. In questo contesto riteniamo ancora più paradossale la frettolosità con la quale si è deciso di esternalizzare il servizio. E’ chiaro che la scelta di dismissione di un bene pubblico e l’affidamento in gestione al privato non sia sinonimo di miglioramento del servizio ma mera agevolazione degli interessi particolari e che con questa mossa l’amministrazione abbia dato ulteriore prova di pochezza gestionale e di visione politica».
Critico anche il Movimento 5 Stelle che 24 ore prima del Consiglio aveva illustrato in un dossier tutte le perplessità su questa operazione.
«Abbiamo combattuto con i nostri emendamenti e le nostre posizioni nette sulla farmacia ed a tutela dei dipendenti che vi lavorano», commenta Manuel Anelli. «Siamo riusciti con un emendamento a fare in modo che i dipendenti non verranno poi licenziati dal privato che subentrerà. È una vittoria importante di tutta l'opposizione dopo la nostra opera di sfiancheggiamento».
«Inoltre», spiega ancora Anelli, «abbiamo diviso la delibera in discussione perché prevedeva anche la presenza dell'implemento del servizio di trasporto dei disabili».

Daniele Scorrano, dirigente del Pd, contesta invece «un atteggiamento discriminatorio e quasi dittatoriale del Presidente del Consiglio che interpretando ogni volta il regolamento consiliare, in modo ambiguo e molto personale, più volte ha limitato la parola delle forze di minoranza, sovrapponendosi sugli interventi verbali degli stessi e a volte cercando di togliere il diritto di espressione e di pensiero in particolar modo ai Consiglieri Ruggero e Aliano i quali per nulla intimoriti per una eventuale espulsione dal Consiglio Comunale ha reagito democraticamente da leoni».

REGOLAMENTO PER ACCONCIATORI ED ESTETISTI
E sempre ieri in Consiglio è stato approvato all'unanimità il regolamento comunale per acconciatori e estetisti.
Con la votazione, l'assise ha così aggiornato il precedente regolamento, risalente al 1997 e che non comprendeva attività professionali come l'onicotecnica, piercing, tatuaggi, centri di abbronzatura e centri tricologici non curativi, oggi ampiamente diffuse e che si affiancano alle più tradizionali attività di acconciatori ed estetisti. Con il regolamento vengono, inoltre, recepite le modalità del progetto di affitto di poltrona o cabina,  le cui linee guida erano state già deliberate in Giunta nel mese di febbraio.
Approvato sempre all'unanimità anche il regolamento sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani. Il regolamento prevede un “patto di collaborazione” con tutti quei cittadini che vogliono prendersi cura dei beni comuni presenti sul territorio, come spazi urbani, strade, scuole, biblioteche e verde pubblico. In pratica i cittadini attivi, in forma privata o associata, promuoveranno interventi di recupero, trasformazione ed innovazione dei beni comuni, siano essi materiali, immateriali e digitali, funzionali al benessere individuale e collettivo.