LA DENUNCIA

Alloggi popolari, ancora occupazioni abusive a Chieti: «nessuna garanzia per fasce deboli»

Nuova denuncia del consigliere comunale Bassam El Zohbi

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Alloggi popolari, ancora occupazioni abusive a Chieti: «nessuna garanzia per fasce deboli»


CHIETI. «A cosa serve cambiare, per ben due volte in appena un anno e mezzo, Dirigenti e Funzionari dell’Ufficio Casa se alla fine non si riescono a garantire neppure i più semplici atti amministrativi a tutela delle fasce più deboli?»
Lo domanda il capogruppo del Centro Democratico, Bassam El Zohbi dopo che tre giorni fa è stato occupato abusivamente l’ennesimo alloggio comunale (appartamento di 120 metriquadrati in Via Amiterno) «nella più totale indifferenza di sindaco, assessore al ramo, delegato del sindaco, segretario generale, task force composta da un Dirigente più due Funzionari».
«Lo scempio è ancora maggiore se si pensa che detti abusivi, evidentemente sicuri dell’impunità, hanno già avviato i lavori per ritinteggiare l’appartamento». El Zohbi ribadisce che l’assurdo di questa vicenda è che dei circa trenta appartamenti resisi disponibili nell’ultimo anno e mezzo, neppure uno è stato assegnato regolarmente a una famiglia vincitrice del bando generale o una famiglia vincitrice del bando della mobilità: «sono stati occupati quasi tutti abusivamente. E’ inammissibile che in un anno e mezzo, nessuno tra vecchio dirigente (Di Paolo) e vecchio Funzionario (Gallucci), la Task Force composta dal nuovo Dirigente (Palumbo) e dai due nuovi funzionari (Pollio e Carosella), senta il bisogno se non il dovere, ad esempio, di ricevere il pubblico, ovvero quelle tante famiglie che si trovano in grave disagio abitativo».

«Assurdo se non drammatico», continua il consigliere di minoranza, «che dall’Ufficio Politiche per la Casa non partano più neppure le denunce contro l’occupazione abusiva, non si facciano censimenti, non si eroghino i fondi per l’emergenza abitativa, non si effettuino bandi per la mobilità, e non si presti assistenza e attenzione alle diverse problematiche delle famiglie. Nell’ultimo anno e mezzo questa Amministrazione è stata solo capace di distruggere, un Ufficio che funzionava in modo egregio ed esemplare quando era guidato da una sola persona, la Funzionaria Luciana Rapattoni. La colpa grave di questa amministrazione è che in questo anno e mezzo e per ben due volte ha scelto, per l’Ufficio Politiche per la Casa, Dirigenti e Funzionari che hanno gestito il settore da freddi e distaccati burocrati venendo meno quei momenti di umano confronto con le famiglie».

OCCUPAZIONE ABUSIVA… CON LE CHIAVI
«Rimango stupefatto dalle dichiarazioni del consigliere Bassam El Zohbi, ex assessore della giunta Ricci, il quale non ha ancora compreso che il Comune assegna gli alloggi di proprietà dell’Ater una volta che, per mezzo di lettera raccomandata, ne venga comunicata la disponibilità dall’ente proprietario», commenta il delegato alle Politiche della Casa, Stefano Costa.
«Alla data odierna, l’Ufficio non ha ancora ricevuto ufficialmente alcuna lettera riguardante la disponibilità dell’appartamento occupato in via Amiterno. A seguito di sopralluogo, è stata tempestivamente comunicata al proprietario dell’immobile, ovvero l’Ater, l’occupazione abusiva dell’immobile di 120 metri quadri. Ma la cosa grave è che, da riscontri effettuati da parte della Polizia Municipale, risulta che tale occupazione abusiva sia avvenuta utilizzando le chiavi. La porta d’ingresso dell’alloggio, infatti, non presenza alcun segno di effrazione né sfondamento».
Inoltre, spiega ancora Costa, «la task force ha riscontrato l’esistenza di provvedimenti di pagamento riguardanti i rimborsi per spese condominiali per svariate migliaia di euro sui quali chiederò all’autorità competente di fare chiarezza». Inoltre «la fantomatica assegnazione di n. 30 appartamenti da parte dell’Ater al  Comune di cui parla il Consigliere El Zohbi non risulta  né in cielo né in terra. Egli sa benissimo che, negli ultimi mesi, l’Ufficio ha provveduto ad assegnare  3 appartamenti ad aventi diritto e  2 appartamenti in emergenza abitativa».
Le problematiche riguardanti la graduatoria dell’emergenza abitativa, invece, «sono state più volte da me evidenziate. La differenza è che io mi sono assunto le mie responsabilità e invito tutti coloro che hanno voglia di rimboccarsi le maniche come me a dare una mano alla risoluzione dei problemi».