AMBIENTE

Bonifica Saline Alento: «servono azioni concrete e un cronoprogramma»

La richiesta di L’Altra città: «non si può intervenire sempre dopo i disastri (annunciati)»

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Bonifica Saline Alento: «servono azioni concrete e un cronoprogramma»

La strada crollata


MONTESILVANO. Il sito di bonifica Saline-Alento dopo essere stato declassato nel gennaio 2013 dall’ex ministro all’ambiente Clini, il 19 maggio 2014 con delibera della precedente Giunta regionale (centrodestra) è diventato un sito di bonifica regionale.
Questo vuol dire che rientra nella piena competenza della Regione Abruzzo e nello specifico del Servizio Gestione Rifiuti.

Ma come mai, chiede L’Altra città di Montesilvano, «in 9 mesi non è stata convocata alcuna conferenza di servizio, il luogo deputato, di concerto tra tutti gli enti e i portatori di interesse, a decidere le azioni per la bonifica? È mai possibile che il cambio di Giunta Regionale, e il successivo Spoil system che a gennaio ha portato alla nomina di Gianfranco Piselli come nuovo dirigente del Servizio Gestione Rifiuti, abbia congelato o bloccato tutte le procedure riguardanti il SIR? Che fine ha fatto la regione veloce di Luciano D’Alfonso?»
Secondo L’Altra Città era più che facile immaginare, come tra l’altro avevano già denunciato, che con il declassamento si sarebbero ulteriormente allungati i tempi e accresciute le inadempienze.
Nulla è stato fatto nemmeno dopo l’allarme lanciato a gennaio del 2014, un anno e tre mesi fa, da Corrado di Sante (“In movimento per i beni comuni Rifondazione Comunista – Verdi”) che segnalò a Comune, assessore provinciale e genio civile, i problemi di sicurezza relativa agli argini del Fiume Saline nei pressi della ex discarica comunale e della foce.
«Un tratto di oltre 10 metri della strada lungofiume sottostante la ex discarica di RSU di Villa Carmine a Montesilvano», aveva denunciato Di Sante, «è sprofondato nel fiume, inoltre la discarica ha fatto da argine all’ondata di piena, contenendo un enorme massa di acqua».
E qualche giorno fa la strada è definitivamente crollata.

«Il compito degli amministratori, dei dirigenti regionali e comunali non è quello di commentare gli eventi dopo che sono accaduti, ma intervenire per tempo», dice oggi L’Altra città. «Gli enti preposti erano a conoscenza del crollo parziale della stradina sotto la discarica. Ciascuno per la propria competenza faccia il proprio dovere, abbiamo bisogno di meno dichiarazioni altisonanti e specchietti per le allodole come i famigerati contratti di fiume, non servono nuovi strumenti basta far funzionare gli strumenti che già ci sono. La verità è che il sito di bonifica è in abbandono, nonostante per quanto concerne il Saline, vi insistono 3 grandi cantieri per 3 nuovi ponti, le cui opere in parte ricadono tra l’altro in zona di esondazione».
L’Altra città chiede che la bonifica del SIR Saline-Alento diventi una priorità «altrimenti continueremo a commentare disastri annunciati. Ci aspettiamo che a breve il dirigente regionale Gianfranco Piselli convochi la conferenza di servizi, con tutti i sindaci e i portatori di interessi e si proceda con un serrato cronoprogramma di interventi. Dopo un decennio di inadempienze bipartisan, perseverare sarebbe diabolico per il fiume, l’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini e del mare».