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Esplosione gasdotto: una settimana fa il Comune di Teramo ne ha autorizzato un altro

M5s:«discussione sommaria e superficiale. Non si è parlato di sicurezza»

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Esplosione gasdotto: una settimana fa il Comune di Teramo ne ha autorizzato un altro


TERAMO. Dopo le tragedie (solo sfiorate questa volta per pura casualità) sono tutti bravi a parlare. Prima, però, quando era il momento di discutere ed ascoltare perplessità -magari legittime- viene sempre opposta “l’urgenza” che spesso nelle amministrazioni locali si traduce in “fretta”.
Accade sempre così quando si parla di opere pubbliche che riguardano l’energia che sia petrolio, elettrodotto o metanodotto.
Già perché a Teramo nemmeno una settimana fa il Consiglio Comunale ha approvato (meglio sarebbe dire “liquidato”) il progetto per la realizzazione di un nuovo troncone di metanodotto.
La cosa grave che fa emergere il consigliere Fabio Bernardini (M5S) è la assoluta mancanza di discussione nel merito che sia approfondita o che abbia affrontato in ogni sua sfaccettatura il problema della sicurezza.
L’opera di cui si parla è il metanodotto “Cellino-Teramo-San Marco 2° tronco dn 500 (20"), dp 75 bar” e la delibera del Comune di Teramo di fatto autorizza «la costruzione e l'esercizio con accertamento della conformità urbanistica, apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e dichiarazione di pubblica utilità». Il gasdotto avrà la lunghezza di 75 km ed interesserà nella provincia di Teramo anche i territori comunali di Teramo, Bellante, Campli, Sant'Omero, Civitella del Tronto, Ancarano.
E il grillino Berardini oggi ha gioco facile perché fu l’unico ad opporsi e a votare contro quella delibera mentre tutti gli altri consiglieri (eccetto Pomante astenuto) votarono a favore.
Quanti di quei consiglieri oggi si sono pentiti?

«L’assessore Cozzi», racconta Berardini, «aveva molta fretta di discutere e di approvare questo punto tanto è che non diede tempo ai Consiglieri di leggere bene le carte e per questo motivo il Movimento 5 Stelle chiese un’ulteriore Commissione per approfondire l’argomento ma tale richiesta non venne accolta. Nella brevissima discussione non venne assolutamente trattato il discorso della sicurezza nella costruzione di questo metanodotto ed inoltre venne fuori che l’Assessore Cozzi non aveva nemmeno preso in considerazione il fatto che la Società costruttrice avrebbe dovuto pagare i canoni non ricognitori al Comune di Teramo».
Il 29 gennaio 2015 la delibera è stata approvata in Consiglio Comunale.
«Chiediamo che l’assessore relazioni immediatamente in Consiglio Comunale sui rischi che potrebbe provocare l’installazione di questo metanodotto e soprattutto quali studi siano stati fatti in merito alla sicurezza», ha aggiunto Berardini.
Il Comune di Sant’Egidio, tra le altre cose, ha votato contro la costruzione di quest’opera ed il sindaco ha dichiarato che la sua realizzazione risulterebbe «altamente impattante e avrebbe effetti negativi oltre a determinare una situazione di fragilità idrogeologica e sismica nonché una situazione di rischio di vario genere, legate alla pericolosità del prodotto trasportato».
E dalla delibera di consiglio comunale di Teramo si evince che la discussione fu davvero sommaria.
Nelle previsioni e motivazioni del progetto, si legge che

«la realizzazione dell'opera risulta essere urgente al fine di completare il gasdotto di cui è già stato realizzato il primo tratto “Cellino – San Marco – 1° Tronco DN 500 (20”), dall'area di Teramo al terminale nord della rete in esercizio S.G.I. presso l'interconnessione Snam Rete Gas in comune di Sant'Elpidio a Mare, in modo da garantire la continuità della rete di trasporto di gas naturale tra le interconnessioni della RNG di Snam Rete Gas e le aree a più alto sviluppo della provincia teramana e delle Marche meridionali con un metanodotto rinnovato e di adeguato diametro. Il progetto del nuovo metanodotto ha lo scopo di garantire il trasporto di maggiori volumi di gas sulla rete (anche con  flussi bidirezionali verso le interconnessioni con Snam Rete Gas), necessari ad assicurare sia la domanda relativa ai consumi civili ed industriali dei bacini di utenza delle province di Ascoli Piceno e Fermo, sia gli incrementi delle portate della Centrale Gas Capparuccia, di proprietà della società Adriatica Idrocarburi S.p.A., con punto di consegna su sistema S.G.I. nel comune di Fermo; inoltre consentirà di rendere disponibili nuove capacità al nuovo stoccaggio Edison di
“Palazzo Moroni”, incrementando i livelli di sicurezza e di affidabilità del servizio reso agli utenti e di ottimizzare i livelli di efficienza dell'esercizio e la continuità della fornitura».

Nel 2011 la Regione Abruzzo ed il Comitato Via, presieduto allora da Antonio Sorgi, diede parere favorevole.

AL COMUNE DI TERAMO HANNO VOTATO COSI’:
Presenti n. 29 e votanti n. 28:
Voti favorevoli n. 27: (Antonini, Bartolini, Brucchi, Caccioni, Campana, Corona, Covelli, De Paulis, Di Pasquale, Di Sabatino, Di Sabatino Martina, Di Timoteo, Falasca, Ferrante, Filipponi, Fracassa, Grande, Micheli, Narcisi, Provvisiero, Puglia, Quintiliani, Salvi, Santone, Sbraccia, Tiberii, Verna)
Voti contrari n. 1: (Berardini)
Astenuti n. 1 (Pomante)

METANODOTTO. CONSIGLIO COMUNALE TERAMO Del_29-01-2015