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Manifesto ‘scandalo’ a Pizzoli, il circolo del Pd l’ha fatta grossa: «tutti sospesi»

«Disattese in modo inappropriato le regole dello statuto nazionale»

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Manifesto ‘scandalo’ a Pizzoli, il circolo del Pd l’ha fatta grossa: «tutti sospesi»


PIZZOLI. C’è maretta in casa Pd dopo che il circolo locale di Pizzoli ha pubblicato nei giorni scorsi un manifesto contro la ricandidatura del sindaco uscente Angela D’Andrea.
Una bocciatura in pieno stile che però non è piaciuta alla segreteria aquilana che ne ha preso le distanze.
«Per affrontare le nuove sfide e risolvere i tanti problemi come la gente chiede», si legge nel manifesto di chi oggi dice no ad un D’Andrea bis, «occorre un cambio di passo, un rilancio forte dell’azione amministrativa che solo una guida energica ed autorevole può garantire ristabilendo nel contempo quel rapporto diretto ed umano con le persone».
Per questo, avverte il circolo locale, «il raggiungimento di questi obiettivi comporta la non ricandidatura per un secondo mandato dell’attuale sindaco». Secondo gli esponenti cittadini del Partito Democratico da tempo si sarebbe incrinato il rapporto di fiducia non solo con la propria maggioranza ma anche «con gran parte della popolazione»
Il circolo assicura di non essere interessato alla polemica ma vuole ricostruire «un clima di fiducia mettendo in campo le migliori energie».
Il segretario provinciale Mario Mazzetti parla di «una divergenza» nella conduzione dell’ultima fase di governo dell’Amministrazione Comunale, nonostante il tentativo di confronto arrivato dal partito stesso, e nonostante l’invito rivolto alle parti di interpretare il proprio ruolo all’interno delle regole statutarie. Secondo Mazzetti con la pubblicazione del manifesto si sarebbe registrato «un comportamento anomalo» da parte della segreteria del Circolo che avrebbe così disatteso, «in modo inappropriato, le regole dello statuto nazionale che, per la scelta del candidato sindaco, fissa delle regole ben precise all’articolo 18».

LA SOSPENSIONE
«Ritengo pertanto necessario», spiega Mazzetti, «a tutela della corretta convivenza democratica all’interno del partito e dell’ importantissimo ruolo svolto a livello Provinciale e Regionale da parte del sindaco D’Andrea, sospendere tutte le cariche del circolo (segreteria e direzione) in attesa delle decisioni che verranno assunte nell’incontro fissato per mercoledì prossimo presso la sede Pd dell’Aquila alla presenza del Presidente della Commissione di Garanzia, incontro già precedentemente fissato insieme alle parti».
Anche il consigliere Francesco Luciani condanna con parole molto forti i firmatari del documento definendoli addirittura «la banda Bassotti» che si sarebbe presentata alle riunioni del Consiglio e della Giunta «solo e soprattutto quando si è trattato di deliberare la concessione delle terre comunali ai loro parenti e amici compiacenti, provocando la svendita delle terre stesse che sono bene comune».
Ma le accuse di Luciani non si fermano qui e il consigliere rincara la dose: «si sono accaparrati oltre il 70 % dei lavori della ricostruzione ed hanno indebitato il Comune per oltre 6 milioni di euro. Il comune è stato condannato a pagare per una sola causa legale più di 800 mila euro tra avvocati e risarcimenti per le loro arroganze e prepotenze».
Sempre secondo Luciani il Pd locale avrebbe lasciato solo il sindaco «e avete completato l’opera di soffocamento nei suoi confronti portata avanti in questi cinque anni affinché si dimettesse. Una donna che da sola ha combattuto è da ammirare e proteggere e tenersela stretta».