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Teramo, trasporto disabili: «non ci sono soldi, servizio garantito fino al 31 marzo»

Incontro con le lavoratrici della cooperativa Verdeacqua

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Teramo, trasporto disabili: «non ci sono soldi, servizio garantito fino al 31 marzo»



 
TERAMO. Un debito fuori bilancio di oltre 500 mila euro per l’anno 2013/2014; per l’anno 2015 risorse solo fino al 31 marzo (garantite dal trasferimento regionale).
Il servizio trasporto disabili per gli studenti delle scuole superiori non è più fra le funzioni delle Province già dal primo gennaio di quest’anno ed è uno di quei “servizi sensibili” la cui interruzione sarebbe motivo di disagi a famiglie e soggetti deboli.
Ieri mattina il presidente lo ha spiegato alle responsabili della Cooperativa Verdeaqua-Nuovi Orizzonti e ai sindacati nel corso di un incontro che si è svolto al tavolo delle relazioni industriali. La Cooperativa vanta un credito di 117 mila euro. «Cerchiamo di sbloccare le mensilità di ottobre e novembre – ha garantito il presidente Renzo Di Sabatino– ferme per un problema di liquidità di cassa. Abbiamo lo stesso problema, ovviamente, anche con altri fornitori, stiamo pagando le fatture di settembre proprio a causa dell’andamento della cassa fortemente influenzato da tagli e ritardi nei trasferimenti a nostro favore».
Rimane, però, il problema di fondo strettamente collegato alla riforma Delrio e a quanto stabilito dalla Legge di stabilità. Dal primo gennaio la Provincia non sarebbe più titolare di questa funzione ma ancora non vi è stata una pronuncia regionale nel merito delle assegnazioni oggetto di riodino.
A questa situazione già complessa si aggiunge una condizione peculiare dell’ente che, a ottobre, per far fronte al taglio del Governo di 2 milioni di euro, con una variazione di bilancio, ha cancellato lo stanziamento di 500 mila euro a copertura dei costi del servizio per l’anno 2013/2014.
«Una scelta operata prima dell’insediamento della nuova amministrazione – spiega Di Sabatino – ora dovremo riconoscere il debito fuori bilancio e trovare il modo di coprire questo impegno ma, naturalmente, ci auguriamo che prima del 31 marzo sia il Governo nazionale che quello regionale sciolgano i numerosi nodi ancora molto intrecciati di questa riforma».