SANITA'

Chiusura punto nascita Ortona, si chiederà una deroga al ministro Lorenzin

La politica locale mobilitata per bloccare decreto del ministero

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Chiusura punto nascita Ortona, si chiederà una deroga al ministro Lorenzin




ORTONA. Venerdì scorso l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, su invito del Presidente del consiglio Comunale, Ilario Cocciola e del sindaco d’Ottavio, ha incontrato prima i capigruppo al consiglio comunale di Ortona e successivamente tutti gli amministratori del comprensorio ortonese.
Oltre a discutere sul futuro dell’Ospedale di Ortona, l’attenzione si è focalizzata sul Punto Nascita dello stesso e sugli aspetti tecnici e normativi che, secondo la situazione attuale, porteranno alla chiusura dell’ostetricia del presidio.
Silvio Paolucci si è soffermato molto sulle nuove iniziative che potenzieranno ancora di più la offerta sanitaria nell’ortonese attraverso la istituzione presso l’Ospedale dell’Officina Regionale del Sangue, della Ginecologia Oncologia, di tre posti di Terapia Intensiva Post Operatoria.
Sul Punto nascita l’assessore regionale ha illustrato ai presenti l’emanando Decreto Ministeriale che stabilisce i criteri per la classificazione degli Ospedali in Ospedali di base, Ospedale di primo livello ed Ospedale di secondo livello.
L’Ospedale di Ortona con 43.000 utenti, avrebbe difficoltà pure a classificarsi di base, ma proprio perché sono presenti dei punti eccellenza, come la Senologia, ed altri sono in arrivo, non teme problemi di chiusura.
Per quanto riguarda il Punto Nascita, ha continuato l’assessore Paolucci, i parametri previsti dal decreto sono molti stringenti. L’Abruzzo con una popolazione di un milione e duecentomila abitanti, può avere massimo otto punti nascita (massimo un punto nascita ogni 150 mila abitanti o ogni trecentomila abitanti).
I parametri per un punto nascita sono due: l’utenza minimo di 80.000 ed il numero di parti l’anno. Per Ortona non ci siamo per l’utenza, mentre per il numero dei parti, siamo oltre la soglia dei 500 l’anno.
Ma secondo il decreto che sta per essere emanato, i parametri devono essere rispettati entrambi. Essendo la Regione Abruzzo commissariata per quanto riguarda la sanità, il riordino, se non provvedono gli organi della regione, sarà imposto direttamente dal governo centrale.

«PROVVEDIMENTO INCONGRUENTE»
Tutti i partecipanti hanno sottolineato la incongruenza di un provvedimento di chiusura del Punto Nascita su una struttura che ha investito tantissimo sulla prevenzione e sulla cura delle patologie femminili. La presenza di una senologia di eccellenza, della fecondazione assistita, della ginecologia oncologica in arrivo, la stessa ostetricia funzionante ed altamente sicura soprattutto per la sala parto, suggerirebbe un attimo di riflessione prima del provvedimento di chiusura, è stato detto con forza.
Tutti, nei loro interventi, comunque, hanno sottolineato che la Regione ha pochi margini di manovra. Proprio per questo, a conclusione dei lavori, è stata accolta la proposta del capogruppo del Pd di Ortona, Tommaso Coletti, con la quale si intende di coinvolgere il Ministero competente, con l’assistenza della stessa Regione, allo scopo di ottenere una deroga proprio per le particolari circostanze in cui si trova il nosocomio ortonese. I consigli dei comuni partecipanti all’incontro delibereranno un documento da consegnare al ministro Lorenzin con il quale si chiede una deroga particolare per il presidio ortonese che ha basato la sua crescita e la sua attività, principalmente, sulle patologie femminili. Tutti i partecipanti all’incontro, dai capigruppo consiliari di Ortona ai sindaci di Giuliano Teatino,Tollo, Canosa, Poggiofiorito ed Ortona, hanno condiviso la proposta e si sono impegnati a sostenere il documento che sarà presentato al Consiglio Comunale di Ortona il 27 febbraio prossimo.