EFFETTI COLLATERALI

Gioco d’azzardo, a Pescara passa la mozione per contrastare la ludopatia

In Abruzzo c’è il più alto tasso di concentrazione di esercizi con slot machine

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PESCARA. E’ stata approvata ieri mattina dal Consiglio Comunale di Pescara, la mozione contro il gioco d’azzardo presentata dai Consiglieri comunali di Sinistra Ecologia Libertà, Daniela Santroni e Ivano Martelli e dal Consigliere Pd Tonino Natarelli.
Ogni abruzzese spende la metà di uno stipendio medio nel gioco ogni anno (776 euro), il 5% del reddito procapite regionale. E l'Abruzzo è una delle regioni a più alto tasso di concentrazione di esercizi con slot machine, secondo quanto emerge da una recente inchiesta targata Wired Italia.
Nello specifico la mozione dei consiglieri comunali di Pescara prevede di intervenire sugli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate nonché limitare il funzionamento delle apparecchiature con vincita in denaro per ridurre la possibilità di accesso con particolare attenzione agli orari di uscita dalle scuole e al tempo libero delle fasce più fragili della cittadinanza (giovani e anziani).

Inoltre si prevede di valutare la possibilità di apertura delle sale dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23; individuare sanzioni amministrative e pecuniarie efficaci e le procedure e modalità per far effettuare tali controlli dalla Polizia Municipale; ideare un marchio locale No Slot per tutti gli esercizi che aderiscono alla campagna di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico.
I consiglieri di Sel, Martelli e Santroni, esprimono «soddisfazione per l’approvazione di questo importante ordine del giorno, indirizzato a prevenire e a contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Il problema della dipendenza da gioco è una questione delicata che bisogna affrontare in modo intelligente e con i servizi territoriali preposti (SerD), soprattutto perché investe soggetti a rischio e mette a repentaglio la serenità familiare».
In Italia i ludopatici sono 800 mila, il loro costo sociale è circa 5 miliardi di euro, 41 sono i clan che gestiscono il mercato dell’azzardo, secondo le statistiche dell’associazione Libera di don Ciotti, 420 mila le slot machine ufficiali in tutta la penisola, 200 mila quelle illegali secondo la direzione nazionale antimafia.
Il mercato attuale dei giochi pubblici in Italia vale infatti 70 miliardi di euro ed è in continua crescita: nel 2012 è aumentato del 14% e l'azienda è ai primi posti in Italia per volume d'affari. Vincono le slot mentre c'è ora il boom delle VLT (video lotteries) e dei minicasinò.