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Chieti, La Soprintendenza dice no ad una piazza a Santa Filomena

Bucci: «espressi perplessità già nel 2012»

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Chieti, La Soprintendenza dice no ad una piazza a Santa Filomena

Comune di Chieti




CHIETI. La Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici esprime parere negativo alla realizzazione di una piazza di fronte alla chiesa di Santa Filomena.
L’area, infatti, è soggetta a diversi vincoli edificatori, non solo perché sorge a ridosso di un antico tratturo, ma anche perché vicina a Villa Mezzanotte, edificio realizzato nella seconda metà dell’Ottocento, su fondamenta del Settecento.
Il capogruppo del Gruppo Misto Enrico Bucci se la prende oggi con quelli che avevano pensato, nel 2012, di cementificare una zona tanto prestigiosa: «in quella occasione», ricorda Bucci, «rilevai l’ambiguità della richiesta per il fatto che si usasse nell’ordine del giorno il termine questa importante opera pubblica, come fosse già qualcosa di ideato e progettualmente da definire e non invece una idea generale da verificare. Altrettanta ambiguità rilevai nelle parole contesto urbano prospiciente la Chiesa stessa di Santa Filomena ignorando il Consiglio Comunale il fatto che la Chiesa si trovasse a ridosso della strada statale Tiburtina e fronteggiasse un’area già soggetta a diversi vincoli edificatori per la presenza del Tratturo e della Villa Mezzanotte, ahimè, già offesa dal vincolo autostradale».

Bucci chiese di chiarire le intenzioni reali che si celavano dietro l’ordine del giorno, offrendo naturalmente la mia disponibilità. Chiarimenti che non mi sono stati mai forniti».
Oggi, nel 2015, in un’altra seduta di Consiglio Comunale, spulciando tra le carte, il consigliere comunale si è accorto del parere contrario espresso dalla Soprintendenza sul progetto di quell’ordine del giorno, «parere che coincide con le considerazioni allora da me svolte in Consiglio Comunale e che ho nuovamente riconfermate nella più totale indifferenza del Consiglio Comunale, cioè come se l’odg non ci fosse mai stato».

«Un tutt’uno storico, sociale e culturale di primordine, quale quello della Villa Mezzanotte, della Chiesa Santa Filomena e del Tratturo», insiste il consigliere comunale, «ha rischiato di scomparire attraverso una volgare operazione di cementificazione. E’ davvero stucchevole come in un’Assise comunale si possano affrontare tematiche che riguardano la identità della Città con cotanta superficialità e senza alcuna conoscenza dei brani della sua storia, nel mentre taluni campioni politici senza valore si riempiono la bocca di inutili, sterili rivendicazioni sul ruolo della città e sulla necessità che non si abbia Chieti divisa in due parti».