POLITICA

Molino Village, Consiglio comunale dice no al cambio di destinazione d’uso

Lapenna: «atto dovuto»

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Luciano Lapenna

Luciano Lapenna

VASTO. Il Consiglio comunale di Vasto, nella seduta di ieri, ha  approvato la delibera che nega il cambio di destinazione d’uso da turistico a immobiliare del “Molino Village” con un solo voto contrario (consigliere Molino).
Le minoranze hanno scelto di non decidere uscendo dall’Aula.  Un dibattito dai toni accesi dove il sindaco, Luciano Lapenna, ha rimarcato come il diniego al cambio di destinazione d’uso è da intendersi come atto dovuto, mentre le assenze delle minoranze, ad eccezione del solo consigliere Della Porta, che si è astenuto, «sono da intendersi come scelta demagogica e assoluto vuoto di proposte».
La richiesta di cambio di destinazione d'uso ad unità immobiliare era stata avanzata dalla società "Molino srl" e dai 37 "privati proprietari" degli appartamenti del complesso edilizio ubicato nella zona meridionale della riviera, tra la statale 16 e la pista ciclabile.
Il complesso nel gennaio del 2013 venne posto sotto sequestro dalla magistratura in quanto, sosteneva l’accusa,  gli appartamenti sarebbero stati realizzati in difformità alla licenza rilasciata dal Comune di Vasto, che prevedeva la costruzione di un villaggio turistico. Ieri la questione è approdata in Consiglio ed è andato in scena lo scontro.
Il primo cittadino ha contestato «il comportamento irresponsabile da parte di chi, ogni giorno si candida a chiacchiere ad amministrare la città, ma quando bisogna decidere, su tematiche importanti, si sfila e sceglie di non decidere».  Lapenna inoltre, ha ricordato come in questi anni si sia portata avanti un’azione in  campo urbanistico «che ha bloccato una speculazione edilizia selvaggia a danno del territorio».
«Il nostro voto contrario è stato da sempre chiaro e convinto», ha spiegato invece Paola Cianci, consigliere Comunale PRC, «perché si tratta soprattutto di un voto politico».
Rifondazione ricorda che in passato la Provincia, nell’esprimere la sua valutazione positiva al piano, mostrò delle perplessità, delle riserve, proprio sulla questione della “destinazione residenziale” e invitava il Comune di Vasto ad un’attenta verifica.
«Queste perplessità», aggiunge oggi Cianci, «divennero prescrizioni che in sede di approvazione del piano furono recepite nello schema di delibera comunale, grazie anche alla collaborazione con l’Assessore Anna Suriani, all’epoca all’urbanistica e dell’allora Presidente della Commissione Pianificazione del Territorio Fabio Smargiassi».
Cianci spiega anche che Rifondazione non voleva che, con il voto favorevole,  si creasse un precedente di questo tipo, «a cui ci saremmo esposti in futuro. Noi non abbiamo nulla contro l’imprenditore né contro i proprietari degli appartamenti che attendevano, già da tempo, una risposta chiara. Certo, la sceneggiata delle minoranze che tanto ci accusava di pasticcio politico ha dimostrato solo codardia politica, uscendo dall’aula e non assumendosi le proprie responsabilità davanti ai cittadini».
Contrari al cambio di destinazione d’uso anche Riccardo Alinovi (Codici) e Stefano Moretti (Osservatorio antimafia d'inchiesta). Secondo loro «eventualmente si potrebbe cambiare rispetto a una struttura turistica e farla diventare residenziale, ma il Molino Village non è mai stato turistico, è nato direttamente così».
Inoltre i due hanno chiesto le dimissioni di Domenico Molino dalla presidenza della commissione Assetto del territorio del Consiglio comunale. «Non è possibile», hanno spiegato, «che il presidente della commissione sia in disaccordo e in minoranza rispetto al partito che gli ha dato quell'incarico, Molino deve dimettersi».