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Montesilvano, riduzione indennità di sindaco e giunta: «non si può fare»

Mozione dei democratici sospesa. Brocchi: «inammissibile»

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Montesilvano, riduzione indennità di sindaco e giunta: «non si può fare»

Francesco Maragno


MONTESILVANO. Si è aperta con un minuto di silenzio in onore del vigile urbano Orazio Di Salvia, prematuramente scomparso lo scorso 2 gennaio, la seduta di giovedì del Consiglio Comunale di Montesilvano.
L’assise, dopo la discussione in merito alle interrogazioni presentate dal Movimento 5 Stelle su condizioni igieniche e accessibilità di alcune vie di Montesilvano Colle, ha proceduto al dibattito sulla mozione presentata dal gruppo consiliare Montesilvano Democratica, sulla riduzione delle indennità di carica di sindaco, Giunta e Consiglio Comunale per alimentare un fondo di solidarietà sociale.
La mozione è stata sospesa con 12 favorevoli e 9 contrari, perché come ha spiegato l’assessore Leo Brocchi «si tratta di un provvedimento non attuabile. L’articolo 51 della nostra Costituzione specifica che la rappresentanza politica debba beneficiare di un adeguato compenso e di una remunerazione per il lavoro svolto o per i profitti persi. Ciò per garantire a tutti i cittadini il diritto di partecipazione alla politica attiva. Il Consiglio Comunale, dunque, non ha facoltà di adottare un provvedimento contrario a quanto disciplinato dalla normativa vigente. Ciò significa che la riduzione delle indennità diventa un diritto soggettivo ed individuale. Invito i consiglieri e i colleghi assessori a decidere, autonomamente e volontariamente, come eventualmente destinare la propria indennità in favore di soggetti o cause che vorranno supportare».
A tal proposito si è previsto che coloro che intenderanno rinunciare o ridurre le indennità, potranno rivolgersi alla Segreteria Comunale, fornendo le loro disposizioni.
«La nostra proposta, grazie alla quale si sarebbero risparmiati ben 1,6mln di euro, è stata ritenuta ‘tecnicamente inammissibile’ dalla giunta che ha tentato di ripararsi sotto l’ombrello della giurisprudenza», contesta il capogruppo in Consiglio comunale di Montesilvano Democratica, Lino Ruggero.

«La realtà, però, è ben altra, e lo dimostrano tutti quei comuni virtuosi che – senza prevaricare in alcun modo la legge, come maldestramente ha provato a farci credere oggi la giunta Maragno - hanno abbassato i compensi dei politici, tra cui Pescara, dove gli stipendi sono stati ridotti del 30% oppure Giulianova, con un taglio delle indennità del 50%. La strada scelta dall’amministrazione Maragno è solo un tentativo misero per mascherare il proprio attaccamento alla poltrona. Quest’amministrazione continua spudoratamente a curare solo i propri interessi, a discapito della comunità. E mentre i cittadini devono fare sempre più sacrifici, sindaco e giunta sono disposti a tutto pur di preservare – integre - le proprie indennità di carica».
La discussione si è poi incentrata sulla proposta di modifica dello statuto comunale in merito al numero dei componenti del CdA dell’Azienda Speciale.
Secondo la proposta il Consiglio Comunale avrebbe la facoltà di decidere se provvedere alla nomina, che resta di competenza del sindaco, di 5 o 3 membri o un amministratore unico e di 3 o 1 revisore contabile. Dopo l’approvazione con la maggioranza dei voti dell’emendamento presentato da Corrado Di Battista, che affiderebbe anche tale decisione nelle mani del sindaco, la discussione della delibera così come emendata è stata rinviata in sede di Commissione.