IN UN BICCHIERE

Bollette Aca, Pd contro Marinucci e lui sbotta: «che faccia tosta»

«Loro responsabili del più grande scandalo d’Abruzzo»

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Bollette Aca, Pd contro Marinucci e lui sbotta: «che faccia tosta»




SAN GIOVANNI TEATINO. «Nella vita può accadere di tutto, persino che il Pd, dopo aver determinato con le proprie responsabilità il più grande scandalo dell’Abruzzo – quello dell’Aca spa. – oggi si rivolga ad un sindaco per chiedergli il conto di quello che lo stesso Pd ha combinato».
E’ quanto si legge in un comunicato diramato nel primo pomeriggio di martedì dal Comune di San Giovanni Teatino in risposta ad una nota del Partito Democratico.
I Democratici qualche giorno fa si erano detti «profondamente delusi dal sindaco Marinucci e «dalla sua anomala maggioranza».
La loro colpa? Essersi «arresi senza combattere consegnando all’Aca, società piena di debiti, la gestione del servizio idrico consentendo alla stessa di moltiplicare l’importo delle tariffe da anni vigenti nel nostro Comune.
A nulla si è pensato, nulla è stato fatto se non una fisiologica rateizzazione che non si nega più neanche al supermercato; solo generiche quanto vaghe affermazioni strappate sotto la forte e giustificata pressione della gente che protestava di fronte all’iniquo e ingiusto aumento della tariffa dell’acqua certificato dall’arrivo delle pesanti e salate bollette».
Ma il sindaco non ci sta ad essere accusato dal Partito Democratico: «vogliono speculare sulla difficoltà delle persone, attaccando in maniera del tutto infondata questa amministrazione».

Da Palazzo di Città si ricorda che l’adesione all’Aca non è stata una libera scelta: «l’ingresso è stato imposto da una legge regionale (9/2011) che disciplina il riordino del servizio idrico integrato. Ingresso che è stato più volte in consiglio comunale non ostacolato, ma addirittura sostenuto dall’attuale minoranza».
Il metodo di calcolo per arrivare alla tariffa dei servizi idrici, invece, si legge sempre nella nota del Comune, «è di competenza nazionale, per la precisione dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. A meno che non ci chiedano di violare la legge, non possiamo intervenire sulla legislazione nazionale. La tariffa ottenuta deve coprire i costi del servizio e questi sono da imputare all’Aca. Cercheremo di intervenire, questo sì, sulla riduzione dei costi di un’azienda oggi commissariata e che per 15 anni è stata gestita dal Pd».
«Siamo in attesa - conclude la nota – di una risposta da parte del Presidente della Regione Abruzzo in merito alla nostra richiesta di uscire dall’A.C.A. Il Pd invece cosa ha fatto per sostenere l’uscita del nostro comune dall’Aca? Quali azioni ha intrapreso per sostenere un’iniziativa dell’intero consiglio comunale e richiesta da tutti i cittadini»