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Prostituzione a Montesilvano, «l’ordinanza di Maragno è stata un fallimento»

«Espansione di questa piaga e nessun miglioramento»

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Prostituzione a Montesilvano, «l’ordinanza di Maragno è stata un fallimento»

MONTESILVANO. Togliere l’agibilità agli appartamenti dove si esercita la prostituzione e affiancare dei volontari alla Polizia municipale, a corto di organico, per un maggiore controllo del territorio.
Sono queste le proposte di Montesilvano Democratica per arginare un fenomeno in continuo aumento che interessa sempre di più anche zone ad alta densità abitativa.
Una idea che potrebbe avere qualche effetto ma che di fatto nessuno ha mai avuto il coraggio di varare, nemmeno lo stesso centrosinistra quando è stato al governo per dieci anni. Ora con l’evoluzione della prostituzione solo in pochi rimangono sulla strada a reperire clienti, il grosso del mercato invece si reperisce sul web e gli incontri avvengono negli appartamenti di Montesilvano che dalla sua ha moltissime possibilità di accoglienza. Ad oggi appare questo il fenomeno da debellare che comporta problemi di convivenza nei condomini e porta delinquenza anche dall’estero. Per un vero controllo approfondito degli appartamenti occorre forza lavoro che al momento i vigili urbani non hanno. 

«Per combattere questo fenomeno, lo scorso mese il sindaco Maragno ha firmato un’ordinanza anti-degrado che prevede il divieto assoluto, per l’intero territorio comunale, di contrattare prestazioni o solo chiedere informazioni alle prostitute, con multe per i clienti fino a 500 euro – ha detto il capogruppo in Consiglio comunale di Montesilvano Democratica, Lino Ruggero – la realtà, però, ci dimostra che il suo pugno di ferro contro la prostituzione è fallito miseramente».
Fin dall’inizio l’ordinanza stessa era apparsa come una soluzione troppo blanda per debellare un fenomeno radicato come quello che investe la riviera montesilvanese.

«Un recente sopralluogo di Montesilvano Democratica ha accertato l’espansione di questa piaga sociale anche nelle zone residenziali, come accade, per esempio, di fronte alla Guardia medica e alla Guardia costiera, in via Inghilterra, punto focale della città, a pochi passi dalla riviera e dai Grandi alberghi – spiega Ruggero – le foto documentano un vero e proprio decadimento della vita urbana, con le mamme costrette a portare i loro figli a passeggio tra fazzoletti sporchi e profilattici usati, abbandonati sotto le loro case».

«La prostituzione non si combatte solo a parole, non basta un’ordinanza sindacale per arginare un fenomeno in continua espansione, occorrono invece misure concrete, volte a colpire anche le meretrici che svolgono la propria attività in casa – aggiunge Ruggero – Montesilvano Democratica ha già presentato, due mesi fa, una mozione per cambiare la destinazione d’uso degli appartamenti occupati da prostitute, da inserire nel Piano regolatore generale, ma la nostra proposta non è ancora stata presa in considerazione. L’approvazione di questa norma, vigente da anni nella vicina Silvi, prevede la possibilità di togliere l’agibilità degli appartamenti usati da prostitute e anche lo sfratto delle meretrici, in pratica un vero e duro colpo al sistema della prostituzione in casa. Una lotta da combattere anche sulle strade – conclude Ruggero – dove bisogna potenziare i controlli. Infatti, al momento, la guerra contro la prostituzione risente dell’organico insufficiente della Polizia. Pertanto, Montesilvano Democratica propone di affiancare dei volontari agli agenti di Polizia municipale».