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Accordo Musa-Maragno, Brocchi: «strategia tensione contro il sindaco»

Passerini: «stop a questo spettacolo indecoroso»

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Accordo Musa-Maragno, Brocchi: «strategia tensione contro il sindaco»
MONTESILVANO. «Gli atti sono atti, le chiacchiere restano chiacchiere»: così commenta Leo Brocchi alle dichiarazioni di Manola Musa relative al patto stretto fra lei e Maragno per il turno di ballottaggio alle elezioni amministrative 2012.
Il documento è stato tirato fuori nei giorni scorsi da Musa per dimostrare la presunta incoerenza dell’attuale sindaco che da un lato critica gli affamati di poltrone e dall’altro avrebbe preteso, all’epoca del ballottaggio, il 50% dei componenti di qualunque cda, il 50% dei Dirigenti che fossero stati nominati, il vice sindaco e due assessori più il presidente del consiglio e un componente dello staff.

Nell’accordo c’era anche la firma di leo Brocchi, attuale vice sindaco, che oggi spiega: «si tratta di una incresciosa reinterpretazione della realtà, che costituisce l’ultimo episodio di una percepibile strategia della tensione nei confronti del sindaco e dell'amministrazione comunale, per avallare situazioni o pretese difficilmente coniugabili con l’interesse collettivo. Gli accordi elettorali di apparentamento allora fortemente voluti proprio dalla Musa (candidata sindaco per il centrodestra contro Di Mattia), con un corteggiamento politico asfissiante nei confronti di Maragno, furono formalizzati per iscritto per la massima chiarezza e trasparenza, non essendoci nulla da nascondere, come potranno confermare in qualsiasi momento i qualificati testimoni presenti al perfezionamento dell’intesa, notoriamente legittimata dalla legge elettorale richiamata nel medesimo scritto, e ciò proprio per evitare ipotesi di strumentalizzazione della libera determinazione dei partiti e dei candidati a sindaco e prevenire la nomina di persone inquisite, rinviate a giudizio o condannate per reati della pubblica amministrazione o comunque non colposi».

«Che a distanza di ben due anni e mezzo da quelle intese - conclude Brocchi - e addirittura dopo aver nuovamente optato solo pochi mesi fa per un'altra alleanza con Maragno alle ultime elezioni comunali, la Musa arrivi a proporre versioni scarsamente credibili anche sotto il profilo della logica (era lei a ricercare l'appoggio di Maragno e non il contrario), fa seriamente riflettere sulle ragioni che abbiano spinto costei a sconfessare la sua stessa volontà. In questo contesto ingiustificatamente conflittuale, dispiace solo dover rimarcare come non passi inosservata ai cittadini di Montesilvano la sequela di consigli comunali ormai sistematicamente trasformati in patetiche sceneggiate da avanspettacolo».

Intanto Gennaro Passerini, candidato all’epoca dei fatti con la lista Montesilvano Futura che scelse di appoggiare Manola Musa al ballottaggio ricorda di essere stato incaricato dal centrodestra per contattare personalmente Francesco Maragno a chiedergli di incontrare i vertici regionali del centrodestra per apparentarsi alla allora candidata sindaco Manola Musa.
«Dopo aver assistito al pesante lancio di accuse in Consiglio Comunale da parte di Musa ed ai seguenti commenti ed articoli di stampa essendo a conoscenza dei fatti, mi sento in dovere di ricostruire come si sono susseguiti gli eventi tra il primo ed il secondo turno delle elezioni comunali 2012», dice oggi Passerini.
«La candidata sindaco coinvolse i vertici regionali e nazionali del Pdl alla ricerca dell'accordo e loro mi incaricarono di avvicinare Francesco Maragno per farlo recedere dalla volontà di non apparentarsi e per rientrare nel centrodestra, scelta di autonomia espressa nel primo turno con la sua candidatura a Sindaco con una lista civica. Riuscii a convincerlo a partecipare ad un incontro con i vertici del centrodestra regionale ed un esponente di livello nazionale per discutere le motivazioni e le modalità dell'apparentamento. In quell'incontro si suggellò l'accordo che avrebbe portato al rientro di Francesco Maragno nel centrodestra ed il successivo apparentamento. Di certo non ci fu nessun ricatto da parte di Francesco Maragno nè di nessun altro».
Passerini chiede di porre fine «a questo indecoroso spettacolo di accuse infondate e di basso livello, che nulla aggiungono alla città e di certo tolgono l’attenzione da questioni che sarebbero ben più urgenti».
Infine un consiglio a Musa: «faccia una politica costruttiva e non distruttiva come quella che sta, purtroppo, regalando alla città».