CASSA E SCASSA

Pescara, centodestra contro predissesto: «in 6 mesi non hanno fatto nulla»

Costantini: «rinunciato a 15 milioni con mancata fusione con Montesilvano e Spoltore»

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Pescara, centodestra contro predissesto: «in 6 mesi non hanno fatto nulla»

PESCARA. Il centrodestra al Comune di Pescara contesta apertamente la dichiarazione di predissesto approvata dalla Giunta Alessandrini nel corso del Consiglio comunale di martedì notte, imputando un Piano di Riequilibrio Finanziario.
I consiglieri di opposizione hanno spiegato i motivi sulla netta contrarietà al provvedimento deliberativo.
«La maggioranza - ha detto il consigliere di Forza Italia Fabrizio Rapposelli - ha alzato bandiera bianca, prendendo una decisione che condizionerà per i prossimi dieci anni. La maggioranza non ha fatto altro che ripetere il solito ritornello scaricando le responsabilità sulla precedente Amministrazione, senza però spiegare cosa fare per il futuro. In sei mesi non è stato fatto nulla e questo é sotto gli occhi di tutti».
L'esponente del Nuovo Centro Destra Guerino Testa ha puntato l'indice sull'appiattimento dei consiglieri di maggioranza su «un provvedimento che - ha detto Testa - riguarda soprattutto un problema di liquidità che potrebbe essere in parte risolto riscuotendo i fondi per Palazzo di Giustizia, dall'Aca e da altre situazioni che vedono il Comune di Pescara creditore per milioni di euro. Fa specie aver poi constatato il silenzio assordante, di fronte a questa situazione di associazioni di consiglieri di maggioranza, associazioni di categoria e sindacati». Carlo Masci (Pescara Futura) ha posto l'accento sul fatto che per «sei mesi questa Amministrazione non ha fatto altro che parlare del passato e di quanto fatto dalla Giunta Mascia. E oggi, in una situazione difficile veniamo a sapere che le priorità del sindaco Alessandrini sono l'ex Cofa e il Ponte del Cielo. Noi nell'Ordine del Giorno allegato alla delibera e votato da tutti viene specificato che la situazione economica in atto deriva da mancati trasferimenti e dal fatto che molti cittadini, in difficoltà, non hanno pagato le tasse». 

Il consigliere comunale di Forza Italia ha spiegato che «ora la sfida sarà quella di realizzare un Piano di riequilibrio finanziario che tenga in massimo conto le esigenze di Pescara e dei suoi cittadini. Invece di perdere sei mesi a scaricare responsabilità su altri, l'attuale Amministrazione avrebbe fatto meglio a lavorare sui contenuti. Per noi le priorità - ha concluso Antonelli - sono il mantenimento delle attuali agevolazioni per Imu, Tasi, Tari e Irpef e nessun aumento per i servizi e in particolare per le mense scolastiche e gli asili nido comunali».
Contrari al predissesto anche i 5 Stelle. «Abbiamo presentato più di 2000 emendamenti», spiega Enrica Sabatini, «decine di questioni sospensive e per due giorni interi abbiamo impegnato i lavori in aula, urlando e chiedendo in ogni modo e con tutte le nostre forze agli schieramenti avversari di non imprigionare la nostra città in un Predissesto di 10 anni.
Lo abbiamo fatto con convinzione e con la stessa convinzione abbiamo presentato soluzioni alternative perché questa città non merita di pagare per gli errori di chi ha amministrato, perché questa città non merita di pagare 10 anni di tasse al massimo addossandosi sulle spalle un nuovo debito da 35 milioni di euro».
Ma secondo i grillini il centrosinistra avrebbe regalato il predissesto a Pescara «e grazie a questo si è assicurato nuove "fiches" per fare "un altro giro" ad un gioco d'azzardo che si fa sempre più pericoloso».

SAMMASSIMO: «INUTILE SCARICABARILE»
Intanto l’assessore Sammassimo rivendica l’operato della giunta di centrosinistra e attacca il centrodestra che oggi critica e sta a guardare: «se nei 5 anni trascorsi avessero impiegato a ragionare sui conti tutto il tempo che oggi dedicano a cercare appigli, cavilli e quanto utile a dimostrare la propria innocenza sul dissesto delle finanze comunali, forse a questo punto la delibera sul predissesto non ci sarebbe e non ci sarebbe bisogno del ricorso straordinario al riequilibrio controllato».
Secondo l'assessore al Bilancio i gruppi di opposizione «continuano a raccontare cose che non stanno ne' in cielo, ne' in terra, con la speranza di essere creduti. Una speranza vana, perche', invece, la citta' ha capito molto bene la situazione e con il voto ha emesso un giudizio a cui non ci si puo' sottrarre. Il centrodestra chiede ora un piano di rientro condiviso, cosa che non manchera', perche' e' anche l'invito che l'amministrazione ha fatto a tutte le forze politiche sin da quando ha iniziato ad occuparsi dei conti dell'Ente e mettendo atti e documenti a disposizione della citta'. Un invito - rileva l'assessore - che abbiamo ripetuto presentando la delibera sul riequilibrio, pronti a mettere in pratica tale intendimento lavorando con quanti sono disposti a dare il proprio contributo positivo alla causa, perche' fa parte del nostro modo di operare dall'inizio, fino a oggi e per i futuri 5 anni. Ci interessa operare per la citta' perche' Pescara si risollevi, lo facciamo - conclude Bruna Sammassimo - con la responsabilita' che ci contraddistingue sin da quando la situazione economica era un campanello di allarme che la classe dirigente ha ignorato».

I DUBBI DI COSTANTINI: «RINUNCIATO AI SOLDI DEL REFERENDUM»
Intanto Carlo Costantini fa notare che il sindaco di Pescara ha «lasciato nei cassetti circa 15 milioni di euro l'anno e 5 anni di deroga dal patto di stabilità», rinunciando alla fusione con Montesilvano e Spoltore e nel contempo avrebbe prearato ai danni dei cittadini «il più grosso massacro fiscale e tributario della storia di Pescara, con la dichiarazione di pre dissesto».
In entrambi i casi, sostiene ancora Costantini, Alessandrini avrebbe tradito «platealmente il mandato elettorale»: «conosceva perfettamente lo stato delle finanze comunali, in quanto uscente e nel corso della campagna elettorale si è ben guardato dal preannunciare ai pescaresi che, se eletto, li avrebbe massacrati di tributi. Inoltre sul referendum il 71% del pescaresi gli ha chiesto di procedere con la fusione. Alla faccia della coerenza e della lealtà verso gli elettori».