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Incarichi e poltrone, Musa contro Maragno svela il patto del 2012: «non ti vergogni?»

E a Pagano la consigliera replica con una pernacchia»

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Incarichi e poltrone, Musa contro Maragno svela il patto del 2012: «non ti vergogni?»

Maragno e Pagano

MONTESILVANO. «Non la conosci la vergogna?»
L’interrogativo parte, via Facebook, dalla consigliera comunale del centrodestra Manola Musa e viene indirizzato al sindaco di Montesilvano Francesco Maragno.
I rapporti tra i due ormai sono logori. L’ultimo episodio, qualche giorno fa in Consiglio comunale, li ha forse allontanati definitivamente.
Tra accuse reciproche e una rissa sfiorata il centrodestra non vive giorni sereni.
Sullo sfondo il coordinatore regionale di Forza Italia chiede al suo partito di allontanare Musa e Aliano (non formalmente iscritti in Fi) da mesi critici nei confronti del primo cittadino. «Le dichiarazioni e i comportamenti dei due consiglieri comunali - rileva Pagano - sono lontani e inconciliabili con la linea politica di Forza Italia».
La consigliera comunale però non ci sta e pubblica le carte che mostrerebbero il ‘doppio volto’ del sindaco in carica.
«Vuoi dare a credere», scrive sui social network riferendosi a Maragno, «di essere contro poltrone e carrozzoni ma non più tardi di alcuni mesi fa (era maggio 2012, ndr) pretendevi che firmassi questo documento per il quale, in caso di vittoria, ti avrei dovuto servire sul piatto il 50% dei componenti di qualunque cda, il 50% dei Dirigenti che fossero stati nominati, il vice sindaco e due assessori più il Presidente del consiglio e un componente dello staff… Ti spacci per essere il rinnovamento ingannando i cittadini che stai massacrando!!! Ma Non La Conosci La Vergogna!!??»

Nel documento integrale dal titolo ‘dichiarazione di impegno politico’: tre pagine in tutte controfirmate dai lei, da Maragno e da Leo Brocchi.
Si legge che in caso di vittoria di Musa al ballottaggio, a Maragno e alle liste collegate andavano riservati «la poltrona da vice sindaco e un ulteriore assessore, oltre alla presidenza del Consiglio». «In alternativa 3 assessorati e la presidenza del consiglio». Inoltre sempre a Maragno era stata attribuita la facoltà «di designare il 50% dei presidenti o componenti dei cda o direttivi degli organi assembleari o presso gli enti, le istituzioni, le società, le aziende speciali o consortili partecipati dal Comune nonché eventuali dirigenti a contratto e 1 componente dello staff del sindaco».
Musa si impegnò anche a non designare persone inquisite, rinviate a giudizio o condannate per reati della pubblica amministrazione o comunque per qualsiasi ipotesi di reato non colposo.
E Musa replica anche a Pagano che la vorrebbe vedere lontana da Forza Italia: «A Nazario Pagano che minaccia l'espulsione dedico una bella pernacchia!!! Rammento al coordinatore del "nulla" che siamo stati eletti e restiamo in Consiglio Comunale a svelare i retroscena di una politica che fa schifo, fatta di accordi a discapito dei cittadini! A Maragno che ha chiamato il suo "padrino" per farsi difendere ricordo che essere uomini a volte è un optional».
Anche Aliano replica a Pagano: «Senti "zio", forse non ti è chiaro che gli unici a cui devo riconoscenza, lealtà e rispetto sono il "Sig. Montesilvano" e i Cittadini.. I partiti devono fare un passo indietro dinanzi alla buona o cattiva politica.. La storia cambia, fattene una ragione!»
Dalla sua parte si schiera anche Alfredo Castiglione, ex vice presidente della Regione, ex An, oggi pronto per una nuova avventura con Matteo Salvini (Lega): «Bravo Anthony la città di Montesilvano è ora che si svegli dal letargo che l'avvolge da troppo tempo, sei la persona giusta… Da sempre vado dicendo che gli interessi del territorio vengono prima di ogni altra cosa x un amministratore pubblico, anche per questo dentro FI non ho mai trovato sponda giusta e ho preso le debite distanze da chi pensa che un partito sia la segreteria personale, o da chi pensa che possa essere lo strumento per fare gli interessi certamente non del territorio… Tra l'altro come di tradizione si apprestano a fare congressi locali drogati e legati solo alla guerra delle tessere, tessere pagate quasi completamente da chi ha intenzione di impossessarsi del partito. E dietro certamente c'è solo la volontà di voler controllare militarmente il territorio con amministratori locali trattati da semplici portatori di tessere o voti quando servono. Penso che ci si stia svegliando. E di persone come Anthony ce ne sono ancora».

Montesilvano. Contratto Musa Maragno