POLITICA

Montorio, la proposta dei 5 Stelle: «sciogliere Bim Vomano- Tordino»

Stilata proposta di legge girata ai consiglieri regionali

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Montorio, la proposta dei 5 Stelle: «sciogliere Bim Vomano- Tordino»

MONTORIO AL VOMANO. Il Movimento 5 Stelle di Montorio al Vomano ha stilato una proposta di legge regionale, inoltrata ai propri
rappresentanti in Regione, con cui chiediono lo scioglimento del BIM Vomano - Tordino. La nota è stata inviata anche alla segreteria del Partito Democratico di Montorio al Vomano, al fine di chiedere, alla segreteria stessa, l'appoggio della proposta e la trasmissione della comunicazione ai loro consiglieri regionali.

Il Movimento già nel corso dell'ultima campagna elettorale amministrativa dello scorso maggio 2014, annoverava, tra i punti del proprio programma la proposta di "scioglimento del BIM Vomano - Tordino".  «Su 1.807.000 euro circa attuali di bilancio di tale ente», spiegano i pentastellati, «ben 331.000 euro vengono utiilizzati per costi di gestione e rappresentanza. Tale fetta di bilancio, viene, inevitabilmente sottratta alla disponibilità dei comuni membri del Bacino stesso».
«I fondi gestiti dal Bim», contestano ancora i grillini, «non vengono distribuiti, ai vari comuni parte del bacino, in maniera equilibrata e proporzionale al sacrificio concreto che i vari comuni pagano in termini di concessione di derivazioni d'acqua. Tali fondi, infatti, vengono ripartiti in modo discrezionale ed incontrollato dal Consiglio Direttivo del BIM Vomano - Tordino e non vi è garanzia certa che i fondi stessi, in molti casi, non possano non rappresentare il viatico all'esercizio di politiche clientelari».
Secondo il Movimento 5 Stelle, invece, una legge regionale di scioglimento del BIM Vomano - Tordino, «sarebbe in linea con i canoni generali di spending rewiev, taglio della spesa pubblica e soppressione degli enti inutili».
Per questo si propone la modifica all'articolo 3 comma 1 L.R. Abruzzo 25/2011 che spiega: "Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i comuni devono esprimere parere sullo scioglimento dei Consorzi BIM . In caso di mancata emissione del parere nel termine prescritto, rimane confermata la deliberazione di adesione al consorzio stesso".

«Tale particolare norma andrebbe, secondo noi, riformulata», spiegano i 5 Stelle, «in modo antitetico e, cioè, prevedendo una forma di silenzio assenso produttivo di una volontà favorevole allo scioglimento dei consorzi BIM, da parte degli enti comunali. Nuova formulazione: entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i Comuni devono esprimere parere contrario e motivato allo scioglimento dei Consorzi del BIM. In caso di mancata emissione del parere nel termine prescritto, rimane confermata la volontà di scioglimento del consorzio obbligatorio».