LA DENUNCIA

Impianti sportivi Teramo, M5S porta le carte in Procura

«Totale assenza di programmazione e sospetti comportamenti irregolari»

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Berardini

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TERAMO. Dopo un lungo lavoro per ricostruire l’intricata gestione degli impianti sportivi nel Comune di Teramo il Movimento 5 Stelle è giunto alla conclusione che fosse necessario inviare tutti gli atti alla Procura Regionale della Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica «per poter fare chiarezza sugli eventuali comportamenti irregolari tenuti dall’Amministrazione».
E così hanno fatto. «Abbiamo ricostruito per filo e per segno», spiega il consigliere comunale Fabio Berardini, «tutti i passaggi che hanno portato alla gestione degli impianti sportivi in via provvisoria da parte di Linea Informatica S.r.l. ed abbiamo sottolineato le varie zone d’ombra di questo procedimento. Nella nostra denuncia ci siamo chiesti come mai il Comune di Teramo si è privato di incassi per oltre 60.000 euro annui ed ha scelto di continuare a sopportare la spesa di tutte le utenze che ammonta a più di 500.000 avendo in cambio solo un canone annuo di 2.440 euro».

Secondo i cinque stelle si noterebbe «una totale assenza di programmazione politica per la gestione della cosa pubblica e ciò comporta inevitabilmente problemi, rallentamenti e mancati utili visto che in questi anni, al posto di assurdi interventi come l’Ipogeo, si sarebbe potuto investire nell’autosufficienza energetica dei nostri palazzetti sportivi».
«Ci siamo chiesti perché», continua Berardini, «si dà la possibilità al Gestore di poter organizzare concerti all’interno di un impianto sportivo incassandone tutti i proventi ed il Comune di Teramo dovrà, invece, pagare tutte le utenze? Perché tutto questo? Perché il Comune non ha mai pensato di farsi consegnare una caparra dalle società sportive ad inizio dell’anno sportivo come garanzia del pagamento dei debiti come fanno praticamente tutti i Comuni in Italia? Con tale misura si sarebbe evitato un aggravio di spese e di lavoro da parte dell’Avvocatura Comunale per tentare il recupero coatto dei crediti (ad oggi circa 200.000 euro) perché sarebbe bastato incamerare la caparra e ad oggi avremmo una bella cifra da poter investire in progetti e servizi per la cittadinanza».

Insomma secondo il Movimento la decisione di consegnare le chiavi degli impianti direttamente alle società nel Febbraio 2013 sarebbe stato un procedimento irregolare che «ha portato ad un enorme degrado degli impianti stessi visto che non si sono mai effettuati controlli da parte dell’Ufficio Sport riguardo alle manutenzioni».