POLITICA

Montesilvano, Di Mattia contro ‘l’operazione verità’ di Maragno: «dati manipolati»

«Conteggi non equi e numeri stravolti»

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Foto: Adamo Di Loreto

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MONTESILVANO. «I numeri evidenziati nell' "operazione verità" condotta dal sindaco Maragno sono frutto di un sapiente copia ed incolla; certo è che i dati sono stati altrettanto sapientemente manipolati».
Ne è certo l’ex sindaco Attilio Di Mattia, oggi fuori dal Consiglio comunale ma pronto a replicare punto per punto al primo cittadino in carica che ieri ha mostrato i dati delle spese attuali confrontandoli con quelle della giunta che lo ha preceduto.
«Intanto nel calcolo è stato aggiunto il presidente del consiglio comunale, il quale è eletto dal consiglio comunale e non dal sindaco», fa notare Di Mattia.

«È chiaro che il sindaco Maragno vuol far passare il concetto secondo il quale se è il Ministero delle finanze a pagare lo stipendio (o quello degli interni) c'è risparmio perche' non paga il Comune. Ma si tratta comunque di soldi dello Stato e di doppi stipendi che nelle tabelle di Maragno non vengono riportati. Se la maggior parte del suo Consiglio e giunta sono composti da dipendenti statali è un caso fortuito o dovuto alla volontà di prestare servizio vicino casa?
Il Capo del Gabinetto non è parte dello "staff" in quanto dirigente per le politiche alle fonti di finanziamento (noi ne abbiamo intercettato tanti di fondi al contrario loro), dal computo staff va tolto il costo di un dirigente».
Poi, sempre secondo Di Mattia, nel calcolo di Maragno è stata aggiunta la somma del Presidente Petricca, «il quale è un avvocato libero professionista, che nulla a che fare con il sindaco».

«Il presidente, per di più, votato dal Consiglio comunale», sottolinea l’ex sindaco, «aveva organizzato anche la congiura a Piazza Salotto, mentre l'attuale presidente e' un dipendente del settore privato. Quindi andrebbero aggiunti anche i rimborsi che il datore di lavoro privato chiederà a scomputo al Comune, costi che non sono stati inseriti. E l'attuale presidente non è l'unico dipendente privato».
Ma secondo Di Mattia ci sarebbero anche altre irregolarità: «si parla di me nel conteggio, con sei mesi pieni, mentre quando ci si riferisce a Maragno non viene messo in evidenza che lo stipendio lordo viene pareggiato tra enti pubblici senza apparire in bilancio e con mesi non pieni. Addirittura per i due assessori in più conteggia solo due mesi mentre bisognerebbe, per un conteggio equo, aggiungere le due mensilità. In sostanza, il sindaco ha giocato molto con i numeri per far vedere delle differenze che non hanno nulla a che fare con scelte politiche, ma dipendono da situazioni personali degli stessi eletti (eletti dal popolo) senza considerare quanto costa lui allo Stato per la sua non attività. Insomma paragona mele con pere. C’è una manipolazione dei numeri che si avvicina alla diffamazione».