LA PROTESTA

Sindaco Amatrice contro Renzi: «noi patria dell’amatriciana non di Al Capone»

Il premier aveva usato l’espressione «tangentari all’amatriciana»

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Sindaco Amatrice contro Renzi: «noi patria dell’amatriciana non di Al Capone»

AMATRICE. Amatrice patria degli spaghetti all’amatriciana (guanciale, pecorino e pomodoro) ma non certo di Al Capone.
Così il sindaco Sergio Pirozzi replica piccato ad una dichiarazione del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ieri all’assemblea dei Giovani Dem, commentando l’inchiesta su ‘Mafia Capitale’, ha parlato di «tangentari all'amatriciana». Un vero e proprio affronto per il primo cittadino del comune in provincia di Rieti, al confine tra Lazio e Abruzzo. Pirozzi non ha gradito per niente e così, nonostante il giorno di festa, ha preso carta e penna e scritto una lettera di fuoco all’ex sindaco di Firenze, oggi capo del Governo.

Il primo cittadino già nel 2011 diffidò tutti i direttori dei quotidiani nazionali ad utilizzare il termine “all’amatriciana” come aggettivo sostantivato, aggiunto ad altri termini, così da risultare carico di un significato negativo e per la città di Amatrice e per gli amatriciani, suoi abitanti. Oggi se la prende con il premier.
«Immagino la sua reazione da sindaco», scrive Pirozzi a Renzi, «se un presidente del Consiglio avesse definito uno scandalo nazionale, distinguendo tra il malaffare di “tangentari alla fiorentina” e quello di cosche mafiose: sempre “malaffare” è».
Il primo cittadino è offeso e non lo nasconde: « facciamo la raccolta differenziata (60%), non applichiamo la Tasi, non applichiamo la Tari, abbiamo ristrutturato la nostra scuola in tre mesi, i nostri consiglieri non percepiscono nessun compenso, non abbiamo telefonini di servizio, non abbiamo auto blu (e neanche rosa), abbiamo un ospedale di montagna che abbiamo difeso con i denti, ……e tanto altro ancora.

«Non mi risulta invece», insiste il primo cittadino, «che Amatrice abbia dato i natali ad Al Capone, a Matteo Messina Denaro, né a Fiorito, né a Maruccio, anzi la comunità romana è onorata di tanti amatriciani che hanno reso grande la nostra Capitale. Siamo stufi di veder accostare il nome di Amatrice a malaffare e ruberie di ogni genere, passi per un giornale, passi per un personaggio dello spettacolo, ma mi permetta, non lo posso accettare dal mio Presidente del Consiglio».