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Pescara, la richiesta del M5S: «interventi concreti per migliorare la vita dei disabili»

Realizzare i piani di eliminazione delle barriere architettoniche e nuove politiche del lavoro basate sulle professioni digitali

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PESCARA. «Nessuno deve rimanere indietro»: è la richiesta del Movimento 5 Stelle che oggi, a gran voce, chiede all'amministrazione Alessandrini di realizzare interventi concreti per consentire ai cittadini con disabilità di avere pari opportunità di accesso alla vita cittadina.
Tre le proposte del M5S rivolte al sindaco di Pescara: realizzare il Peba (piano di eliminazione delle barriere architettoniche) mai adottato dal Comune di Pescara, attivare uno sportello di orientamento e consulenza per persone con disabilità e promuovere politiche del lavoro basate sulle professioni digitali.
«Il Comune di Pescara non ha mai adottato i piani di eliminazione delle barriere architettoniche», afferma la consigliera nonché ingegnere Erika Alessandrini, «anche se tali piani sono strumenti di pianificazione urbanistica previsti dalla legge finanziaria del 1986. Il sindaco Alessandrini non può esimersi dal dare risposte immediate alle esigenze delle persone diversamente abili che vivono situazioni di sofferenza nell’uso degli spazi e strutture pubbliche a causa della presenza di ostacoli e barriere architettoniche».

La proposta del Movimento 5 stelle arriva a pochi giorni dalla giornata internazionale delle persone con disabilità, il 3 dicembre 2014, e si concretizza con la presentazione di una mozione in cui si chiede al sindaco e alla Giunta Comunale di impegnarsi nel termine di 6 mesi, di concerto con le associazioni interessate e con la Consulta Comunale Permanente sui problemi delle Persone con disabilità, a realizzare appunto il PEBA (piano di eliminazione delle barriere architettoniche).
A questo i consiglieri a 5 stelle aggiungono la richiesta di destinare almeno il 10 per cento dei proventi annuali derivanti dai permessi di costruire e dalle sanzioni in materia urbanistica ed edilizia alla realizzazione di interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche e, infine, di realizzare iniziative volte a informare e sensibilizzare i cittadini sui temi legati all’esistenza delle barriere architettoniche.

«L'accessibilità deve diventare un pilastro per lo sviluppo della nostra città» prosegue Erika Alessandrini «costruire una città senza barriere è un obiettivo indispensabile non solo per le persone con disabilità, ma riguarda anche altre fasce di popolazione come le mamme con i passeggini oltre che gli anziani e i soggetti a ridotta mobilità. La popolazione va incontro ad un progressivo invecchiamento ed ognuno di noi, in futuro, potrebbe avere la necessità imprescindibile di muoversi in una città accessibile».
La triplice proposta del Movimento 5 stelle prosegue con la richiesta di attivare uno sportello o un portale per favorire l'integrazione delle persone diversamente abili attraverso l'informazione, l'orientamento e la consulenza per un miglior utilizzo dei servizi pubblici e del privato sociale presenti sul territorio provinciale, regionale e nazionale.
«Per formazione professionale ho avuto modo di guardare da vicino questo mondo», afferma la capogruppo pentastellata Enrica Sabatini, «e spesso la qualità della vita e la dignità di poter avere una propria indipendenza ed autonomia vengono impedite ad una persona con disabilità (e ai familiari e le persone vicine) anche nell'esercizio di azioni quotidiane ritenute "banali" come prendere un caffè, andare in spiaggia o ad un museo, recarsi a scuola o a lavoro».

Lo sportello, proposto dai consiglieri del M5s, risponderebbe a queste esigenze, offrendo servizi in grado di consentire alle persone diversamente abili di ricevere informazioni dettagliate, aggiornate e in tempo reale sull'accessibilità di strutture pubbliche (come bar, ristoranti, musei, uffici e banche) oltre che di attivare legami con la rete di associazioni e le iniziative locali. Tale sportello fornirebbe, inoltre, il supporto al disbrigo di pratiche finalizzate all’ottenimento di servizi legati al mondo della disabilità ed erogati dalle Amministrazioni e dagli Enti Pubblici. A chiudere il cerchio, la richiesta ad investire sulla formazione nelle professioni digitali quali strumenti, appunto, di autonomia e di rilancio per le politiche del lavoro.