BRICIOLE E MACERIE

Pd contro Pd: a L’Aquila non si accontentano della “stangatina” al posto della stangata

Una parte del centrosinistra si dissocia dall’ottimismo ostentato dai parlamentari

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Pd contro Pd: a L’Aquila non si accontentano della “stangatina” al posto della stangata

Massimo Cialente




L’AQUILA. Si poteva e si doveva fare molto di pèiù per L’Aquila, città azzoppata dal terremoto e che sta rinascendo troppo lentamente. E’ questo il filo comune di alcuni esponenti del centrosinistra che ieri ha risposto all’ottimismo e alle promesse di alcuni parlamentari come Antonio Castricone e Stefania Pezzopane e Giovanni Lolli vice presidente della Regione.
Due giorni fa gli annunci di alcuni emendamenti che avrebbero limitato la pressione finale per i comuni del cratere o avrebbero liumitato i lpiù possibile il taglio dei finanziamenti dello Stato agli stessi Comuni. Presentati come una grande vittoria, gli emendamenti (che dovrebbero essere  approvati in via definitiva da Camera e Senato prima di avere un senso) non fanno altro che limitare le immense conseguenze delle manovre statali che «rischiano di mettere in ginocchio i Comuni»
Ed è una vera e propria “rivolta” nel centrosinistra.
Ieri in una serie di dichiarazioni è emersa la frattura ed il malcontento.
Il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che pure appartiene allo stesso Pd, parla di «grande preoccupazione per la mancata approvazione, alla Camera, di alcuni emendamenti decisivi, in parte peraltro concordati con il ministero dell'Economia, relativi a questioni che per noi sono centrali».
I temi principali sono almeno tre: il personale per la ricostruzione, la riorganizzazione della filiera delle macerie, le procedure di trasparenza sulla ricostruzione privata come la white list per le aziende, su cui la Pezzopane ha promesso impegno al Senato con nuovi emendamenti. Ma non sembra bastare.
«Temiamo - afferma Cialente - che vi sia una grave sottovalutazione di una situazione difficilissima».

 Parole che richiamano quelle dell'assessore comunale al Bilancio, Lelio De Santis (Idv), che afferma di non condividere «i giudizi positivi espressi di recente dagli autorevoli rappresentanti del Pd, che hanno parlato 'di una stangata a metà' per i Comuni del cratere, nel vedersi tagliare i fondi solo per il 50% rispetto agli altri Comuni».
 Ugualmente preoccupata Betty Leone (Sel), assessore con delega al Personale, che in caso di mancato accoglimento degli emendamenti prevede «una situazione difficilmente gestibile che, oltre agli inevitabili ritardi di tutto il sistema, comporterà anche la riduzione dei servizi per i cittadini».
Una voce da sempre critica come quella del consigliere Giustino Masciocco (Sel), presidente della I commissione (Bilancio) afferma: «non comprendo da dove derivi l'ottimismo che il Pd aquilano diffonde in città in questi giorni. Nella legge di stabilità ci sono aspetti di grave criticità sia in riferimento alla ricostruzione sia in riferimento alle finanze e alla possibilità di programmazione degli enti».
 In questo contesto si inserisce anche l'opposizione di centrodestra con il capogruppo di Forza Italia, Guido Liris. «Si continua ad aspettare Renzi e, intanto, tra non molto, gli aquilani saranno costretti a pagare la Tasi sulle case inagibili. La mia preoccupazione è che l'assenza di responsabilità diventi in futuro l'alibi per la mancata Ricostruzione».