LA PROPOSTA

Comune Pescara: «Sanzioni minime su appalti per salvaguardare le imprese»

La mozione è stata presentata dal guppo di Ncd

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Comune Pescara: «Sanzioni minime su appalti per salvaguardare le imprese»

PESCARA. Salvaguardare le imprese che partecipano alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi promosse dal Comune, evitando di penalizzarle dal punto di vista delle sanzioni.
E' l'obiettivo di una mozione, promossa dai consiglieri Ncd Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore, e presentata al presidente del Consiglio comunale, Antonio Blasioli.
Il documento prende spunto dall’articolo 39 della L. 114 dell’11/08/2014 (che converte il D.L. 24 giugno 2014, n. 90) che riguarda la semplificazione degli oneri formali nella partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici.
La norma prevede che «la mancanza, l'incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale degli elementi e delle dichiarazioni sostitutive» di cui si rendono responsabili le imprese partecipanti ad una gara obbligano il concorrente «al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara, in misura non inferiore all'uno per mille e non superiore all'uno per cento del valore della gara e comunque non superiore a 50.000 euro».
Il timore di Ncd è che la sanzione in questione non diventi insostenibile per le imprese, e il pensiero va in particolare a quelle delle costruzioni, in un momento così delicato per la sopravvivenza delle stesse, per cui «se di semplificazione per la partecipazione si parla, occorre che la stessa non diventi un ostacolo alla partecipazione delle imprese per la paura di incorrere in una sanzione».
Nella mozione si rileva, tra l’altro, che «negli ultimi anni i Tar, per le irregolarità sanabili, non escludevano i partecipanti dalle gare», e non si generava alcun onere per le imprese. Quindi «non è comprensibile come una consolidata abitudine giurisprudenziale debba essere utilizzata per promuovere una nuova forma di tassazione a carico delle imprese».
Di qui la richiesta al Consiglio di impegnare il sindaco e la di giunta «ad attivarsi affinché sia fatta la scelta politica di applicare la sanzione minima dell’uno per mille e non quella massima, salvaguardando le imprese da una ulteriore penalizzazione».