POLITICA

L’Aquila, minoranza: «5 anni disastrosi , la pazienza è finita»

Centrodestra annuncia cambio di passo: «porteremo avanti il dissenso»

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L'AQUILA NOTTE TRANSENNE




L’AQUILA. Assemblee pubbliche, incontri, confronti con i cittadini, con i Comitati e gli organi di rappresentanza nati spontaneamente dopo il sisma.
Sarà questo il nuovo corso dell’opposizione consiliare al Comune dell’Aquila, come hanno annunciato ieri Luigi D’Eramo, Vito Colonna (Prospettiva 2022), Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta), Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) durante una conferenza stampa.
«Fino ad ora, data la delicatissima fase nella quale ci siamo trovati dopo il 2009, abbiamo scelto di attuare una condotta politicamente responsabile, a fronte di una maggioranza che è apparsa sempre più spaccata, divisa e in affanno. Ora, però, è tale il livello di inefficienza, pressappochismo e irresponsabilità nell’azione di governo che ci impone un atteggiamento diverso».
Secondo la minoranza «i danni dell’Amministrazione Cialente hanno portato la città ad essere ancora, a oltre cinque anni dal sisma, un cumulo di macerie, una specie di Pompei deserta e resa ancora più triste dal bivacco senza controllo di cui è teatro nelle ore notturne. L’economia è al collasso e la disoccupazione ai suoi massimi storici. Incuria e degrado la fanno da padroni, non si riesce neanche a garantire l’ordinaria manutenzione, con le strade ridotte a un colabrodo. Quella che era un’oasi felice è diventata una città violenta e con un alto tasso di criminalità. E intanto sono stati investiti milioni di euro di denaro pubblico per un Aeroporto da cui sarebbero dovuti transitare, ad oggi, 100mila passeggeri, e da cui, invece, sono partiti due voli con 7 persone a bordo complessivamente, tra cui il gestore».
Di contro, continua l’opposizione, «non si trovano i soldi per rifare le scuole. In oltre cinque anni l’Amministrazione ha prodotto un solo progetto, uno solo, e questa è così l’unica città del mondo occidentale in cui ci sono bambini che non sanno neanche come è fatta una scuola vera. Ma i soldi non si trovano neanche per fare la manutenzione al progetto Case, che cade letteralmente a pezzi, lì, a poche centinaia di metri in linea d’aria a quell’Aeroporto che è un monumento allo spreco. Oltre cento famiglie di ex lavoratori del polo elettronico, cui sta scadendo, e in parte è già scaduta, la cassa integrazione, sono state illuse di essere ricollocate nella Accord Phoenix. Doveva aprire a luglio, a sentire il sindaco, e invece, dopo una serie di conferenze stampa e annunci plateali, conditi da minacce di querela e accuse di disfattismo a chi avanzava dubbi, anche sulla stampa, non se ne è saputo più nulla. I cittadini, in un momento di gravissima crisi economica, qui all’Aquila acuita a dismisura dalle conseguenze del sisma, sono vessati con tasse e balzelli, alle quali, per gli inquilini del progetto Case, che vivono nel terrore che ceda il pavimento o collassi il soffitto, molti murati vivi senza potersi neanche affacciare al balcone, si aggiungono bollette “pazze” calcolate forse in base all’oroscopo degli assegnatari e si pretende pure che paghino senza fiatare. Davanti a tutto questo sentiamo l’esigenza di cambiare le cose, portare avanti il dissenso, ascoltare e dare voce a quei cittadini ai quali, senza dare nulla in cambio in termini di servizi e qualità della vita, si continuano a chiedere soldi e pazienza, senza capire che, oramai, sono finiti entrambi».