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Teramo Ambiente, Mattucci nuovo presidente municipalizzata

Dubbi del Pd sui costi fissi

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Il sindaco Brucchi

Il sindaco Brucchi




TERAMO. L'assemblea dei soci della Teramo Ambiente (Team), riunita in seconda convocazione, ha indicato in Giovanni Mattucci, commercialista teramano, il nuovo presidente.
La nuova nomina si è resa necessaria dopo il diniego da parte del ministero di Grazia e Giustizia all'assunzione dell'incarico di Pierluigi D'Antonio, cancelliere presso il tribunale di Teramo, indicato al vertice della municipalizzata dei rifiuti e dell'energia nello scorso mese di agosto.
Mattucci, ex revisore del comune di Teramo, è il nominativo indicato, sotto il profilo della progenitura politica, dalla Lista civica 'Al centro per Teramo', che fa riferimento al consigliere regionale ed ex assessore regionale all'ambiente, Mauro Di Dalmazio.
Nel corso della stessa riunione è stata invece confermata la composizione del consiglio di amministrazione per come era stato 'varato' nella precedente riunione, nella nuova formula numerica di due componenti oltre al presidente: per la parte pubblica è stato confermato l'ingegnere nucleare teramano Pietro Bozzelli (responsabile tecnico della gestione dei rifiuti presso Lfoundry Srl di Avezzano) mentre per la parte privata, in questo caso rappresentata dal custode giudiziario nominato dal tribunale di Catanzaro, Andrea Bonifacio, è stato confermato l'avvocato Luca Ranalli. Quest'ultimo rivestirà ancora il ruolo di amministratore delegato.
Qualche giorno fa la consigliera comunale Maria Cristina Marroni aveva inviato in Comune una diffida contestando il mancato rispetto delle norme sulla rappresentanza femminile negli organi di amministrazione delle società controllate da pubbliche amministrazioni.

Brucchi si è difeso sostenendo che secondo lo statuto non c’è alcun obbligo nella nomina di una donna nel CdA. «Inoltre, per essere precisi, una rappresentanza femminile nei vertici di Te.Am. c’è già: è Daniela Falconi confermata nell’incarico nel Collegio dei Revisori dei Conti», aveva ribattutto il primo cittadino.

I COSTI FISSI
Il Pd intanto riflette sulle spese.
«I 662.000 euro percepiti come emolumenti  dai quattro dirigenti  della Teramo Ambiente,  impongono un’attenta riflessione sulla gestione della macchina amministrativa della nostra partecipata,  soprattutto sulla incidenza che tale scriteriata gestione  ha sulle tasche e sulla vita dei nostri cittadini.  Rispetto al precedente PEF,  quello del 2014 registra aumenti sui famigerati costi fissi che incidono del 60% sulla Tariffa e prima fra tutti fa registrare un aumento del personale impiegatizio del 15%. Nell’ambito complessivo della società, come si evince dal bilancio dell’ultimo esercizio, il rapporto tra il personale dirigenziale/impiegatizio ( unità 56) e personale operaio (unità 202) è di 1 a 3,6».
In base ai criteri economici aziendali il rapporto dovrebbe essere, sottolinea il Pd, «di 15/20 operai ogni singola unità impiegatizia e per il servizio di raccolta un operaio ogni 1000 abitanti. A ciò si aggiunga il costo del personale impiegato nello sportello TIA  pari a 7 unità è di   € 345.000 annuo, ma ben pochi risultati hanno riportato sul recupero delle morosità che oggi ammonta a circa  6 milioni di euro. E in epoca di rigida spending review, imposta dalle normative nazionali, chi spiega poi che i costi per le attività del  Cda e del Collegio sindacale, per le  consulenze e per il  funzionamento della sede legale sono incrementati significativamente rispetto all’anno precedente ed hanno raggiunto la cifra di € 1.240.725,51?  Quale indirizzo politico ha formulato e quale controllo ha esercitato il Sindaco Brucchi, nel suo ruolo di socio maggioritario, su queste inaccettabili scelte gestionali? E solo oggi, dopo sei anni di scelte scellerate che hanno fatto lievitare prima la TIA, poi la TARES e oggi la TARI, contestate duramente da tutte le forze di opposizione purtroppo inascoltate, il sindaco si accorge della  necessità di ridurre i costi fissi. In realtà, il sindaco oggi è obbligato a fare delle scelte visto l' approssimarsi della scadenza dell'affidamento del servizio  di igiene urbana fissata ad aprile 2015».