LA POLEMICA

Bussi, Mazzocca replica a Febbo: «sulle mie assenze falsità e illegittime manipolazioni»

L’assessore spiega perché non ha partecipato alle due riunioni sul caso discarica

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Mario Mazzocca

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ABRUZZO. «Sulle immotivate accuse lanciatemi dal presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, è opportuno fare chiarezza, per onestà intellettuale e per dire agli abruzzesi come stanno realmente le cose».
Così in una nota l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, replica alle dichiarazioni rilasciate da Febbo a proposito della mancata partecipazione alla seduta di Commissione dove si è discusso della vicenda relativa alla bonifica di Bussi e al progetto di reindustrializzazione.
«Capisco che Febbo sia distratto dalle difficoltà del suo partito che investono anche la sua leadership – spiega Mazzocca - ma ciò non giustifica l’iniziativa di convocare una conferenza stampa infiocchettata da notizie prive di fondamento, dove, in realtà, emerge solo una scarsa conoscenza delle problematiche inerenti sito di Bussi. Del resto, è facilmente riscontrabile come l’ex giunta regionale, di cui Febbo è stato un autorevole esponente, si sia distinta a riguardo per lassismo e incapacità di fornire soluzioni adeguate, rispondenti alle necessità del territorio».
Mazzocca respinge dunque con forza le accuse relative ad una sua presunta volontà di sottrarsi al dialogo e al confronto: «si tratta di condotte e modus operandi che non hanno nulla a che vedere con il mio personale bagaglio politico e culturale, né tantomeno con lo schieramento politico al quale appartengo, SEL, che anzi della dialettica e del dibattito ha sempre fatto un punto di forza. Spiace dover constatare che le emergenze ambientali ereditate dalla passata giunta di centro-destra sono numerose e alcune di esse di elevata gravità».

Quanto ai motivi della sua assenza nella seduta consiliare è chiaro: «l’8 ottobre ho rappresentato la Regione Abruzzo al Ministero nell’ambito di una conferenza fiume sull’elettrodotto della Snam. Il 22 ottobre, invece, ero stato convocato nella riunione dell’Autorità di Bacino del Fiume Tronto. Assenze, peraltro, che avevo provveduto a comunicare allo stesso presidente della Commissione di Vigilanza. Tutto ciò che esula da questi incontrovertibili accadimenti è palesemente falso e frutto di illegittime manipolazioni. Sulla mia volontà di aprire un confronto vero e proficuo a proposito del destino di Bussi testimonia la convocazione, per la prima volta, di un tavolo di confronto con le associazioni ambientaliste, l’amministrazione comunale, l’università e tutti i soggetti interessati. Tutto il resto rientra nel novero delle illazioni e delle argomentazioni pretestuose, frutto di una cultura politica a noi del tutto estranea. Sono pronto, nella seduta di Commissione convocata per il prossimo 5 novembre, a relazionare su quanto fatto dalla Regione in questi primi mesi di governo, consapevole di poter facilmente dimostrare quanto finora affermato. A differenza di altri, che si fanno scudo con dichiarazioni di facciata dietro le quali si cela solo il vuoto di azioni e provvedimenti che avrebbero potuto, all’epoca, esser risolutivi».