L'INTERVISTA

Montesilvano, Di Mattia contro Maragno e 5 Stelle. E assicura: «ho chiuso con la politica»

«Quello del sindaco è un teatrino già consumato»

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Attilio Di Mattia

Attilio Di Mattia

 
MONTESILVANO. Il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, la scorsa settimana ha ritirato le dimissioni dopo 15 giorni in cui quasi nessuno ha creduto veramente che si potesse tornare al voto.
A guardare da fuori il palazzo cosa accade c’è l’ex primo cittadino, Attilio Di Mattia, che assicura di aver chiuso con la politica e manda frecciate ai 5 Stelle, che negli ultimi mesi si sarebbero ‘placati’ mentre ai suoi tempi non «me ne facevano passare una».
Sul ricompattamento della maggioranza è certo: un film già visto che probabilmente non funzionerà.
«Sono fermamente convinto che, a Montesilvano, non si possa parlare di quadro politico, quanto piuttosto di un puzzle di interessi particolari ben strutturato, che si auto-alimenta attraverso clientele  e giochi di potere», dice a PrimaDaNoi.it,  Attilio Di Mattia, «Durante il mio mandato ho fortemente contrastato questo modus vivendi, e per questo, ero un intralcio che andava fatto fuori. Quindi, ai miei occhi, come agli occhi dei cittadini più attenti, quella di Maragno, non è altro che un teatrino già consumato. Anzi, dico di più, un sindaco deve essere pronto ad accogliere tutte le sfide e le difficoltà del ruolo, paragonerei il suo gesto a quello di un bambino che stizzito prende il pallone e va via dal campetto di calcio, un immagine questa molto cara all'amico Anelli. A proposito, ma come mai non si sentono più i suoi proclami dai banchi del consiglio comunale? Mi mancano».

Cosa intende? Anelli  e gli altri due consiglieri secondo lei non stanno facendo opposizione?
«In realtà la mia è solo una constatazione visto che, dalla elezione del nuovo sindaco non ho avuto modo di ascoltare alcun intervento dai banchi dell'opposizione… non vorrei che il microfono di Anelli si fosse rotto. Né ho letto alcuna rilevante dichiarazione a mezzo stampa. Durante la mia legislatura Anelli ha rifiutato irrazionalmente qualsiasi scelta o azione politica, senza ravvisare mai un margine di possibile collaborazione. Una presa di posizione cieca e improduttiva per la città ma, particolarmente proficua per sterili proclami e attacchi gratuiti. Adesso, invece, lo ritrovo, a distanza di pochi mesi, collaborativo e costruttivo, tanto, da richiedere un incontro con il sindaco per parlare della appena trascorsa stagione balneare. Certo, che questi ragazzi davvero cambiano in fretta».

Quindi, vorrebbe dire che il pentastellato si stia piegando alle logiche politiche montesilvanesi?
«Come interpretare diversamente il suo silenzio? Lo definirei abbastanza imbarazzante per un consigliere 'di opposizione' e soprattutto per lui che, nella scorsa legislatura, ha gridato contro l'Amministrazione ogni giorno, senza ascoltare ragioni».

A cosa è dovuto questo cambio?
«Non voglio pensare che il povero Anelli si trovi già al suo secondo mandato e ultimo mandato per lo statuto di Cinque Stelle. Non voglio pensare che la sua 'stella' sia una supernova oramai al collasso, e che voglia magari approdare altrove. Non voglio pensare che gli convenga volare basso, perchè facendo il 'bravo ragazzo' possa sperare in qualche passaggio conveniente per il suo futuro politico. Non voglio pensare male anche se ci sono così tanti elementi che mi portano a riflettere. I cittadini lo hanno già capito. Nei miei primi 10 mesi in cui ha fatto il consigliere ha presentato decine di emendamenti ed interrogazioni. Poi andava pesante sui giornali su di me tramite soffiate che gli venivano date dai miei detrattori per non apparire.

E il suo caro vecchio Pd sta facendo opposizione?
«Il Pd in Abruzzo e' in uno stato comatoso. Le vecchie logiche la fanno ancora da padrone dove centri di potere vengono creati per addomesticare il voto: Forza Italia non e' da meno.... E le vecchie logiche stanno espandendosi come un virus anche tra i Cinque Stelle, ovviamente con le dovute eccezioni. Ricordo il bravo Mercante di Teramo, Di Pillo e il bravissimo Pettinari che si ritrovano a ricoprire il ruolo di opposizione nelle proprie istituzioni in maniera egregia e rispettando il mandato che la base 5 Stelle si aspetta. Non è purtroppo il caso di Montesilvano dove il capogruppo pentastellato va sulle tv private a dire “Il sindaco berlusconiano e' un eroe”...».

Come sono oggi i suoi rapporti con il suo ex partito?
«Intrattengo rapporti umani e non politici un po' con tutti. Ultimamente mi sono trovato molto in sintonia di vedute, con i dovuti distinguo, con la Ciafardini, Antonio Di Berardino, Enrico Paolini e l'ex sindaco di Spoltore, Donato Renzetti, e con tutte le persone del PD che mi hanno seguito nella battaglia di legalita' e di trasparenza nel Pd come Piscella, Di Tillio e Verna. Su alcune cose  mi trovo anche in sintonia con Pavone e D'Annunzio... Ma sto parlando di singole persone, non c'è un partito: è questa la verità e temo che questo sia voluto scientificamente».

 A quali lobby secondo lei Maragno faceva riferimento nel suo discorso di ‘addio’? Nei giorni delle dimissioni sembrava che dicesse le sue stesse cose…
«Non ne ho idea ma sentir parlare di lobby da lui mi fa sorridere... Quando gli chiesi aiuto per combatterle mi ha ripagato andando dal notaio per terminare la mia amministrazione, quando giorni prima contattava me ed il mio capo di gabinetto per entrare nel Pd. Lì ho capito che tipo di persona è Maragno».

Allora insiste con questa storia dell’incontro con Legnini… Maragno a suo tempo smentì per cui uno dei due mente di sicuro e questa cosa non fa onore a nessuno. Meglio lasciar perdere….
Ritorniamo alle ultime elezioni: dalla poltrona di sindaco al mancato ingresso in Consiglio: come si spiega questo fallimento? Cosa ha sbagliato?
«Ho sbagliato tutto. Pensavo che a Montesilvano ci fosse un voto d'opinione, ho sbagliato a scegliere la squadra politica, ho sbagliato a pensare che fossi stato eletto per cambiare le cose... Invece in realtà ero stato eletto per lasciare tutto com'era... Appena si sono accorti che portavo avanti le mie idee con forza e determinazione hanno compreso che non ero una marionetta ed alla prima buona occasione, in accordo centrodestra-centrosinistra, mi hanno fatto fuori. Avevano capito che se avessi completato il mio operato sui rifiuti, sull'illuminazione, sulla cartellonistica stradale sull’ urbanistica e sul bilancio avrei condizionato gli assetti futuri politico-economici non solo di Montesilvano ma della Regione».
 
Sta dicendo che l’hanno fatta fuori perché scomodo?
«Ero scomodo perchè libero pensante e troppo indipendente.  Vi siete chiesti perche' Maragno ha mantenuto tutta la mia squadra dirigenziale? E' sinonimo di condivisione delle mie politiche».

 Se Maragno non avesse ritirato le dimissioni si sarebbe ricandidato?
«Ho chiuso con la politica attiva a Montesilvano ed in Abruzzo. Quindi no, non mi sarei ricandidato e non mi ricandiderò ma voglio continuare indirettamente  a dare voce a quelle 1300 persone che hanno creduto in me anche nei momenti difficili e supportare spiritualmente le persone che vogliono fare una battaglia di innovazione nel centrosinistra, dentro e fuori il Pd».
 
Sabato abbiamo parlato del post di Anthony Aliano, suo ex assessore oggi in Forza Italia, che su Facebook raccontava di aver dato «due sberle ben assestate»  ad un rumeno. Cosa ne pensa?
«Aliano? E' un ragazzo ambizioso e poco prudente. A me non piace politicamente ma devo dire che ha delle capacità e che potenzialmente sarebbe portato a fare politica se non fosse per la sua esagerata presunzione e voglia di apparire. In fondo in fondo secondo me Aliano è un bravo ragazzo che si fa condizionare troppo nei moment sbagliati dalle persone sbagliate... Ma e' un generoso».
 
Il centrodestra ha annunciato che prenderà provvedimenti…
«Non so cosa faccia il centrodestra, penso che abbia scritto quella cose per cercare consenso ma per quel poco che lo conosco Anthony non credo sia razzista...Anzi…è solo poco prudente...Gli immigrati vanno rispettati, portano valore aggiunto, sempre».
 
Una previsione sulla durata di questa legislatura?
«Io spero duri fino alla fine cosi' si metterà  fine una volta per sempre ad amministrazioni di centrodestra».
Tornando al passato,  l’ex sindaco Canatagallo in queste settimane ha chiesto al Comune di Montesilvano il pagamento della parcella del suo avvocato, 36 mila euro per un procedimento da cui è uscito assolto. Ad aprile scorso lo chiese anche alla sua amministrazione? Come vi siete mossi?
 «Diedi ordine agli uffici di seguire ciò che la norma prevedeva in materia. C'e' un ordine di pagamento lungo come tutta la costa Montesilvanese, pensi che abbiamo dovuto pagare a tranche anche l’emergenza neve lasciatami dal governo di centro destra. In ogni caso diedi mandato all'assessore  di aspettare che tutte le posizioni giudiziarie di Cantagallo si fossero chiarite, sempre se la norma me lo avesse permesso.. Così è stato fatto».
Maragno pagherà la parcella di Cantagallo secondo lei?
«Credo che Maragno seguirà la norma che il buon dottor Ventrella, dirigente alle finanze gli consiglierà. C'è poco di politico. Non voglio pensare Che nell'accordo Maragno/centro sinistra ci fosse questa cambiale da Pagare.... Il tempo è galantuomo».

Alessandra Lotti